Lavoro, Grillo e la proposta sulla settimana corta. D’accordo il renziano Librandi: “Si parta dal nostro progetto di legge”

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La proposta di Beppe Grillo di rimettere “al centro del dibattito politico” la questione sulla settimana lavorativa corta, ossia di 4 giorni a parità di salario, ha trovato consensi. Tra i primi a riaprire appunto la discussione appoggiando la richiesta del co-fondatore del M5S è stato Gianfranco Librandi, Italia Viva: “Finalmente qualcuno è giunto alle stesse conclusioni a cui noi siamo arrivati quasi due anni fa, quando elaborammo e poi depositammo un progetto di legge nel maggio 2020, del quale attendiamo ancora calendarizzazione nei lavori parlamentari”. Anche il senatore di Leu Francesco Laforgia ha condiviso l’appello di Grillo: “Abbiamo la reale opportunità di realizzare una rivoluzione del nostro modo di vivere”, ha detto. Ed è d’accordo la segretaria confederale della Cgil, Tania Scacchetti che considera giusta l’attenzione al tema della riduzione dell’orario di lavoro ma non bisogna “semplificare nè banalizzare”.

La proposta sulla settimana di lavoro composta solo da 4 giorni era stata avanzata da Grillo già nel 2013. Ieri è tornato alla carica sul suo blog dove ha snocciolato dati (“Tra aprile e giugno 2021, secondo le rilevazioni del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, si sono registrate 485.000 dimissioni su un totale di 2,6 milioni circa di contratti cessati. La quota di abbandono volontario sul totale degli occupati ha superato il 2% per la prima volta da anni”). E ha invitato i politici a discutere sull’argomento. “Meglio tardi che mai”, dice Librandi di Italia viva, “ma ora si passi dalle parole ai fatti. Siamo da tempo convinti che l’introduzione della settimana breve avrebbe effetti molto positivi su work life balance, consumi, produttività e occupazione”. Il deputato renziano ne approfitta anche per ricordare che “oltre alla proposta di legge, abbiamo anche presentato un emendamento alla prossima legge di bilancio per varare incentivi fiscali alle imprese per l’adozione della settimana breve. Questa innovazione e la proposta di condivisione degli utili, incardinata in Commissione Lavoro della Camera, costituiscono il fulcro del nostro programma per riformare il mercato del lavoro e il welfare nel nostro Paese”, ha concluso Librandi.

Lavoro, Grillo rilancia la settimana lavorativa di 4 giorni: “Sia al centro del dibattito politico”

Gli esperimenti avvenuti in Islanda e in Spagna si sono rivelati un successo. In Italia, invece, come ha ricordato il senatore di Leu Francesco Laforgia “si continua a lavorare mediamente 40 ore a settimana e abbiamo oltre 2 milioni di giovani disoccupati, in costante aumento. Se lavorassimo 36 ore a settimana, ovviamente a parità di salario, partendo ad esempio dalle risorse stanziate dal Pnrr, 3 milioni di disoccupati potrebbero avere un posto di lavoro. Per non parlare dei benefici ambientali legati alla riduzione del pendolarismo e del contrasto ai fenomeni di burnout sempre più diffusi”, ha concluso Laforgia condividendo quindi l’appello lanciato da Grillo.

Per la segretaria confederale della Cgil, Tania Scacchetti, “nel Paese c’è una discussione sulla riduzione dell’orario di lavoro che deve trovare sviluppo e attenzione, ma non si tratta solo della settimana lavorativa di 4 giorni che potrebbe essere praticata in alcuni ambiti, ha spiegato Scacchetti facendo notare che nei luoghi di lavoro gli orari sono molto differenziati e che è necessaria una redistribuzione del carico.

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