Lazio Sassuolo 2 1 Milinkovic e Immobile firmano la rimonta biancoceleste

Lazio-Sassuolo 2-1: Milinkovic e Immobile firmano la rimonta biancoceleste

La Republica News
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ROMA – La Lazio allunga la striscia vincente, il Sassuolo continua un’involuzione che è più una questione di testa che di gioco. Vince la Lazio, perché ha un prestigiatore. Si chiama Ciro Immobile e, giocando sul suo cognome, quando la realtà sembra “immobile”, riesce sempre a trovare la giocata per stappare un match che pareva scritto per far trionfare il rispetto reciproco. 

<<La cronaca della gara>>

Sfida tra rampanti 

De Zerbi contro Inzaghi, i rampanti delle panchine, architetti di tendenza, poco importa se a uno manca Berardi e all’altro Luis Alberto. Le idee di gruppo, quelle contano. Ad alta quota, l’aria è rarefatta, il copione del match è scritto, è il bello e il brutto del calcio moderno. Tutto è abbastanza prevedibile, guardi sapendo dove andrà a finire il pallone, tutto organizzato, tutto prevedibile. Aspettando l’imprevisto. Lo crea in avvio il Sassuolo, che ha un muso più lungo di quello dei capitolini, il cui emoticon non è guastato dall’assenza del suo più scintillante interprete finito all’ospedale come un bambino, d’urgenza. 

Correa fa il Luis Alberto

Quell’appendice guastata costringe Inzaghi a una scelta: chi tra Caicedo o Correa? L’argentino ha avuto il polpaccio malandrino, la pena però sembra passata (il polpaccio quando è cagionevole va curato e trattato bene) è la scelta di Inzaghi. Gli chiede di fare il Luis Alberto, diverse caratteristiche, certo ma trattamento di palla garbato per tutt’e due. Correa fa quello che deve fare, appare e scompare come è normale quando si rientra. 

Caputo risponde: presente

Ma è il Sassuolo ad alzarsi dai blocchi con più sveltezza, come vuole De Zerbi, e come non ha saputo fare in un mese di letargo che il tecnico non ha apprezzato. Ma gli assenti… queste sono scuse da giornalisti, almeno per i tecnici. Che pretendono che uno sia come l’altro. Però Caputo con il suo straordinario senso della posizione rappresenta quel valore aggiunto che il baby Raspadori non può ancora avere, andate a vedere la carta d’identità. E Caputo mostra subito i documenti al Cc Acerbi, quando riceve da Djuricic un pallone a un metro da Reina. Il bomber di razza è quello che fa bene cose semplici. E Caputo, modestamente, lo nacque. Tocco sul primo palo, uno a zero. 

La carta di Simone? Sergey

La reazione della Lazio? Vediamo: Lazzari è in condizioni di forma straripanti, ma con Rogerio la sfida da centometristi vale Borzov-Mennea. Incerta. Sull’altro lato scalpita Marusic e ogni tanto brontola perché non servito. Immobile agisce con la solita lucidità profonda, ma Ferrari con un guizzo ne tocca in angolo il più interessante dei palloni giocati. Allora? Allora c’è la carta Milinkovic che da un po’ Inzaghi tiene in mano. Ecco, la gioca: e fa bene. Angolo, l’incornata è la specialità della casa e l’effetto è dirompente: uno a uno. Al riposo è il risultato giusto. 

Haraslin si avviluppa 

La ripresa si apre con il Sassuolo che prova a spingere come all’inizio, c’è Haraslin per Defrel, e il giovane attaccante esterno si presenta con una incursione in area che fallisce perché lui si avviluppa nelle sue stesse finte. La prendiamo come metafora. Il Sassuolo – direbbe qualcuno – ha il difetto di pensare troppo negli ultimi metri. Magnani che non stacca e di testa fa da ponte per nessuno, Djuriric che filtra centralmente ma non tira, cerca la rifinitura per il compagno che non c’è. 

All’improvviso… Ciro!

La Lazio controlla, perché sa di avere tra le fila chi dà del tu al gol. Si chiama Immobile. Minuto 72′, Marusic va sul fondo e mette palla sul palo “corto”, dove Ciro è puntuale all’appuntamento, girata e gol sul palo opposto. Sembra facile diceva l’omino coi baffi di un’antica pubblicità… Il cielo del Sassuolo si fa grigio, troppi pensieri, la squadra è ricaduta in un’antica mancanza di convinzione. La Lazio va più vicina al tris di quanto non faccia il Sassuolo con il gol di un 2 a 2. Chiedete a Escalante, che spreca un diritto di replica concesso da Consigli su tiro da Muriqi, per credere. La Lazio aggancia il Napoli a quota 34, il Sassuolo resta a trenta. Senza la lode.

Lazio (3-5-2): Reina; Patric (23′ st Parolo), Acerbi, Radu; Lazzari (31′ st Lulic), Milinkovic-Savic, Leiva (31′ st Escalante), Akpa Akpro, Marusic; Correa (23′ st Caicedo), Immobile (41′ st Muriqi). (71 Alia, 55 Furlanetto, 14 Hoedt, 13 Armini, 96 Fares, 53 Czyz, 7 Pereira). All.: Inzaghi. 

Sassuolo (4-2-3-1): Consigli; Muldur (46′ st Raspadori), Marlon, Ferrari, Rogerio; Obiang (31′ st Boga), Locatelli; Defrel (1′ st Haraslin), Djuricic, Traoré (31′ st Lopez); Caputo. (56 Pegolo, 63 Turati, 4 Magnanelli, 5 Ayhan, 13 Peluso, 22 Toljan, 30 Oddei, 77 Kyriakopoulos). All.: De Zerbi. 

Arbitro: Giua di Olbia 

Reti: nel pt 6′ Caputo, 25′ Milinkovic-Savic; nel st 26′ Immobile. Note: Angoli: 9-5. Recupero: 1′ e 3′. Ammoniti: Patric, Marlon, Obiang, Leiva e Ferrari per fallo di gioco. 



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