Le agenzie di lavoro: “A maggio duemila assunzioni, il Paese vuole ripartire”

La Republica News

“Va meno peggio di quel che potrebbe sembrare”. Inizia con un pensiero contrario, venato di ottimismo la conversazione di Rosario Rasizza, amministratore delegato di Openjobmetis e presidente di Assosomm, l’associazione che riunisce le agenzie per il lavoro. “Gli imprenditori sono arrabbiati per l’incertezza sulle riaperture e i ritardi delle misure di sostegno, a cominciare dalla cassa integrazione. Ma siccome sanno superare le difficoltà, con il buon senso e i consigli dei medici per la sicurezza stanno riavviando le attività. Quel che vediamo tutti i giorni ci porta a lanciare un messaggio di fiducia verso il sistema-Paese”.Eppure i numeri del lavoro sono impietosi: ad aprile quasi tante ore di cassa quanto in tutto il 2009 horribilis. “Erano da attendere, visto che il Paese si è letteralmente fermato, fatti salvi i settori indispensabili, come mai accaduto. Eppure si sta rimettendo in moto. Nella prima ventina di giorni di maggio come Openjobmetis abbiamo fatto quasi 2 mila assunzioni in più del mese precedente. Nonostante tutto, il Paese vuole ripartire “.Coronavirus, l’Istat prevede 385 mila disoccupati in più. Italia senza fiduciaMa la ferita, per molti, rischia di esser troppo profonda.”Credo che entro la fine dell’anno avremo recuperato l’80% del danno. Mi aspetto che l’attività già nell’ultimo trimestre del 2020 sia in linea con i livelli dell’anno scorso”. Sembra senz’altro ottimistico, a giudicare da quel che prevedono le istituzioni internazionali e altri centri di ricerca. Anche solo considerando quanto attività quali turismo, commercio e altri dovranno subire come contraccolpo sugli stili di vita e consumo. “Passato un po’ di tempo ci si abituerà a fattori quali mascherina e gel. L’importante è preservare i livelli di lavoro in azienda, servono sacrifici da parte di tutti e sono convinto che anche gli imprenditori siano pronti a farli”. A proposito, il tema della responsabilità penale di contagi da Covid ha generato molte polemiche. Cosa ne pensa?”Ho vissuto sulla pelle un reparto Covid, la mascherina e il rischio di non uscirne. Ma credo che addebitare ai datori di lavoro la responsabilità di qualcosa la cui origine è praticamente impossibile da determinare sia una follia”.Ma l’Inail ha chiarito che non è direttamente connesso il riconoscimento dell’infortunio con il piano penale. Se il datore segue i protocolli, non ha di che temere…”Bene, allora che venga accertato prima di far partire le attività e che venga dato una sorta di ‘bollino’ per chi è a posto con le norme. In modo da non poi non rischi di trovarsi in un circolo che ne paralizza l’attività”. Come giudica gli interventi del governo, a partire dalla deroga al decreto Dignità che sospende fino al 30 agosto la causalità nei rinnovi dei tempi determinati in essere al 23 febbraio?”Come comparto della somministrazione siamo indirettamente coinvolti. Mi aspettavo che l’intero decreto venisse congelato, per 18 mesi. In questo momento il lavoro deve esser il più liquido possibile, non ingessato. Per altro, l’intervento è scritto male perché parla dei contratti in essere al 23 febbraio e quindi inserisce una discrepanza temporale che rischia di creare classi diversi di lavoratori”. Sui ritardi per la Cig?”Le aziende del nostro comparto, grazie all’uso del nostro Fondo bilaterale, sono riuscite ad anticipare l’assegno. Per una volta possiamo dire che l’interinale batte l’Inps, non ci sono lavoratori in somministrazione che non abbiano ancora ricevuto quanto dovuto”. Maurizio Landini ha rilanciato al nostro giornale l’idea di rivedere l’ammortizzatore sociale e farlo diventare occasione di formazione per i dipendenti. Anzi, la formazione dovrebbe esser permanente.”E’ un tema fondamentale, concordo a pieno. Noi l’abbiamo fatto, anche in questi giorni di smart working, in azienda: ci vuole coraggio, bisogna affrontare questi cambiamenti e sono convinto che – al di là degli interventi di sistema – gli imprenditori per primi si debbano e vogliano mettere in gioco su questi aspetti”.

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