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Le Borse di oggi, 1 giugno 2021. Manifattura italiana da record, Piazza Affari ai massimi dal 2008

La Republica News
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MILANO – Ore 14:45. Piazza Affari recupera il gap che si era aperto durante la pandemia e con un rialzo dell’1,3% sopra quota 25 mila punti rivede anche i livelli di ottobre 2008. Tutti i listini europei si rafforzano dopo i primi scambi, complici i future di Wall Street in positivo: Francoforte sale dell’1,65%, Parigi dell’1,1% e Londra, che ieri era chiusa, dell’1,2%.

Indici Pmi: nuovi segnali di recupero

Gli investitori restano sospesi (vicino ai massimi storici) tra l’ottimismo per la ripresa e la paura per l’inflazione: si aspettano i dati sul lavoro Usa di venerdì per un quadro più completo. Già oggi, la giornata è intanto ricca di dati: a cominciare da quelli sul Pmi manifatturiero, che per l’Italia si porta a un livello record che gli analisti di Ihs Markit definiscono “strepitoso”: 62,3 punti a maggio, ben sopra la soglia dei 50 punti che separa l’espansione dalla contrazione economica. A livello aggregato di Eurozona, l’indice manifatturiero sale a maggio a 63,1 punti oltre le attese (62,8) ed in aumento dai 62,9 punti di aprile.

Un altro elemento che rafforza le recenti uscite – dalla Confindustria all’Ocse passando per il governatore Visco – che vedono l’economia in ripartenza. Anche il miglioramento delle stime sul primo trimestre del Pil arrivato dall’Istat segnala un rafforzamento. Misti invece i dati sulla disoccupazione: recuperati 120 mila posti da gennaio, ma riseptto al pre-crisi siamo ancora a 800 mila posti sotto. Da Eurostat si segnala che sale ancora l’inflazione a maggio, +2%. Volgendo lo sguardo oltreoceano si attende il dato sulla spesa edilizia ma soprattutto l’indice Ism manifatturiero.

In Asia, la Borsa di Tokyo ha chiuso gli scambi in calo dello 0,2% preoccupata per l’andamento della pandemia nel Paese ma anche per le prese di profitto dopo gli acquisti della scorsa settimana. Bloomberg segnala il boom, in Cina, dei titoli legati ai neonati, dopo la scelta di aprire al terzo figlio da parte del governo: tra i casi che beneficiano della nuova politica sulle nascite, l’agenzia finanziaria cita la compagnia dei latticini Beingmate Co. che a Shenzhen è salita del 10%, come il fornitore di servizi per le cliniche di fertilità Jinfa Labi Maternity & Baby Articles. Doppia cifra i margine anche per la catena di articoli per l’infanzia Shanghai Aiyingshi Co.

Tra le valute, l’euro apre poco mosso sopra quota 1,22 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,2219 dollari e a 133,82 yen. Dollaro/yen a 109,52. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi è poco mosso sotto quota 110 punti base.

Petrolio in rialzo tra Opec+ e Iran

Petrolio al rialzo nel giorno in cui si riuniscono i produttori del cartello Opec allargato per confermare i prossimi passi nel ritmo di produzione dell’oro nero. Al via della riunione, nel primo pomeriggio, il Wti avanza dell’1,94% a 68,2 dollari al barile mentre il Brent sfiora i 71 dollari a 70,8 (+2,2%). A spingere le quotazioni sono prospettive di un mercato con domanda in ripartenza, sia negli Stati Uniti che in Cina dove l’attività manifatturiera si è espansa a maggio (L’indice Pmi di Caixin/Markit è salito a 52, il livello più alto da dicembre, dal 51,9 di aprile). Da notare anche il calo del dollaro, che gioca a favore del prezzo del barile. Gli analisti si aspettano che il mercato sia in grado di assorbire gli aumenti programmati di produzione da parte del cartello, che da maggio ha incrementato l’offerta di barili con un programma a crescere, fino a luglio. A cambiare lo scenario potrebbe subentrare una maggiore offerta di greggio iraniano, se e quando le sanzioni saranno eventualmente revocate. I colloqui a Vienna tra le potenze mondiali e l’Iran sul rilancio dell’accordo nucleare sono in corso da aprile e fonti dell’industria petrolifera affermano che le esportazioni di petrolio iraniano sono aumentate dalla fine del 2020.

Detto del petrolio, tra le commodity le quotazioni dell’oro sono in lieve rialzo sui mercati asiatici sotto la spinta dei segnali di inflazione e sul  calo del dollaro. Il lingotto con consegna immediata passa così di mano a 1.912 dollari l’oncia (+0,2%). Nel mese di maggio il prezzo è salito del 7,8%.



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