Le Borse di oggi, 12 dicembre. Listini deboli nella settimana dei tassi Fed e Bce. Yellen: “Entro fine 2023 inflazione molto più bassa”

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I listini europei sono indirizzati verso il ribasso nella settimana che si caratterizza per le riunioni delle banche centrali sui rialzi dei tassi. Le Borse scommettono su un rialzo di 50 punti base da parte della Fed, ma l’incertezza resta elevata. “Credo che entro la fine del prossimo anno vedremo un’inflazione molto più bassa se non ci sarà uno schock imprevisto”, ha provato a rassicurare alla Cbs, Janet Yellen. La segretaria al Tesoro Usa ha ammesso che “c’è un rischio di recessione” ma a suo avviso “certamente non è qualcosa di necessario per abbassare l’inflazione”.

Occhi sempre sul comparto energetico, che torna al centro delle discussioni europee con il price cap sul gas sul tavolo degli ambasciatori prima e poi dei ministri. Intanto in Asia la seduta è stat debole, soprattutto per le preoccupazioni per il Covid che cresce in Cina dopo le misure di allentamento della prevenzione.

Gran Bretagna, il Pil sorprende al rialzo

L’economia britannica ha registrato un rimbalzo dello 0,5% a ottobre rispetto a settembre, dopo un calo particolarmente marcato nel mese precedente a causa di un giorno festivo per i funerali di Elisabetta II. Lo riferisce l’ufficio nazionale di statistica. Su base annua il Pil è aumentato dell’1,5%. Le attese erano di un incremento mensile dello 0,4% e dell’1,4% annuo. Il Pil era sceso dello 0,6% a settembre, quando i funerali reali hanno causato la chiusura di molte aziende. Nel terzo trimestre la contrazione era stata dello 0,2%.

Il prezzo del gas apre in calo, ma sopra 130 euro

Il prezzo del gas apre in calo in Europa. Al Ttf di Amsterdam, hub di riferimento europeo, i contratti cedono il 5,83% a 131 euro al megawattora. C’è attesa per il Consiglio straordinario europeo dei ministri dell’Energia in programma domani che dovrà valutare la nuova proposta della Commissione Ue sul price cap e su un meccanismo temporaneo di correzione del mercato del gas.

Le Borse Ue aprono in calo

Le Borse europee aprono in calo una settimana cruciale che sarà segnata da una ricca agenda di dati macroeconomici e dalle decisioni sui tassi della Federal Reserve e della Bce. Mercoledì è atteso il verdetto della Fed, che dovrebbe calibrare a 50 punti base i tassi Usa, definendo così la nuova velocità di crociera delle banche centrali e restringendo leggermente i rialzi, rispetto a quelli di tre quarti di punto varati nelle precedenti riunioni. Giovedì sarà la volta della Bce, che gli analisti si aspettano rialzerà il costo del denaro di mezzo punto percentuale. Da Francoforte si attendono anche le nuove stime sulla crescita e sull’inflazione e soprattutto indicazioni sulla prossima riduzione del Quantitative Tightening. Nello stesso giorno è attesa anche la decisione della Banca d’Inghilterra, che dovrebbe anch’essa procedere con un aumento di 50 punti base. L’indice Cac di Parigi cede lo 0,41% a 6.650,56 punti, il Dax 30 di Francoforte arretra dello 0,55% a 14.292,15 punti e l’Ftse 100 di Londra segna una flessione dello 0,29% a 7.455,30 punti. A Piazza Affari l’Ftse Mib perde nei primi scambi lo 0,40%.

Tra i singoli titoli milanesi, in rosso di oltre il 5% la Tod’s dopo che Della Valle ha rinunciato alla fusione con DeVa.

Wall Street ed Europa, future in calo

Si prospetta un avvio in calo per le Borse europee in una settimana cruciale segnata dalle decisioni sui tassi di Fed e Bce. I future sul Ftse 100 arretrano dello 0,27%, quelli sul Dax di Francoforte segnano una flessione dello 0,18% mentre quelli sull’EuroStoxx 50 registrano un -0,53%.

I future a Wall Street proseguono in calo: i future sul Dow Jones segnano un -0,05%, quelli sullo S&P 500 arretrano dello 0,06%, mentre i future sul Nasdaq cedono lo 0,12%. Secondo gli analisti, la banca centrale Usa aumenterà i tassi di 50 punti base dopo quattro mesi di aumenti di 75 punti. Inoltre, gli operatori monitoreranno le vendite al dettaglio, i pmi manifatturieri e dei servizi, la produzione industriale e il Philadelphia Fed Manufacturing Index.

Tokyo chiude in ribasso dello 0,2%

La Borsa di Tokyo chiude in lieve calo con l’indice Nikkei in ribasso dello 0,21% a 27.842,33 punti, per i timori che la Federal Reserve possa mantenere i tassi di interesse più alti più a lungo. I titoli tecnologici sono scesi dopo che i dati sui prezzi alla produzione statunitensi di venerdì hanno suggerito che l’inflazione statunitense potrebbe rivelarsi più persistente di quanto si pensasse, in vista del rapporto sui prezzi al consumo negli Usa in agenda domani e della decisione sui tassi della Fed attesa per il giorno successivo.

Petrolio, prezzi in discesa sui mercati asiatici

Prezzi del petrolio in rialzo sui mercati asiatici. Prevale l’incertezza legata alla chiusura dell’oleodotto Keystone, che collega il Canada agli Stati Uniti, dopo la perdita registrata giovedì in Kansas, mentre il presidente russo Vladimir Putin minaccia di tagliare la produzione in risposta al price cap e di non venderlo a quei Paesi che lo adotteranno. I future sul Brent salgono  dello 0,66% a 76,59 dollari al barile, quelli sul greggio Wti dell’1,08% a 71,78 dollari al barile.

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