Le Borse di oggi, 20 dicembre 2021. Omicron e i lockdown spaventano i mercati, forti ribassi sui listini

Pubblicità
Pubblicità

MILANO – Ore 9:15. Cresce la preoccupazione sui mercati finanziari per la variante Omicron e le chiusure anti-contagio che iniziano a farsi largo in giro per il mondo, a cominciare dall’Olanda. Sull’umore degli investitori, e di Wall Street in particolare, pesa anche l’impasse sul piano di spesa pubblica di Joe Biden, che aggiunge tensione in un momento dell’anno in cui la liquidità dei mercati scarseggia ed è quindi più facile vedere forti variazioni.

Gli scambi asiatici si sono mossi in forte ribasso, questa mattina, mentre l’apertura in Europa i future sugli Usa lasciano già parlare di “lunedì nero”. Milano avvia la giornata in calo del 2,3%, Francoforte cede il 2,21%, Parigi il 2% e Londra lascia sul terreno l’1,7%.

Salgono invece i beni caratteristici di un momento di fuga dal rischio, come i Treasury americani, il dollaro stesso e l’oro che va ai massimi da tre settimane. Profondo rosso per il petrolio, che registra in prima battuta i timori che la crescita dei contagi blocchi la ripresa economica e metta di nuovo a terra l’industria del volo, grande consumatrice di carburante ma anche la prima ad andare in sofferenza per i lockdown. I futures sul greggio Brent sono scesi del 3,37% a 71,04 dollari al Barile mentre quelli sul WTI del 3,78% a 68,18 dollari al barile. Movimenti che arrivano per altro in una fase di nuova tensione sul mercato energetico: come racconta Bloomberg, infatti, c’è preoccupazione tra i trader per le giornate estremamente rigide che aspettano l’Europa e l’intenzione della Russia di mantenere limitato il flusso di gas durante la giornata.

Le Borse asiatiche si sono già mosse in profondo rosso, sui timori del dilagare dei casi Omicron e di nuove restrizioni. A Hong Kong l’indice Hang Seng cede l’1,99% mentre Tokyo ha chiuso con il -2,13%. L’indice Shanghai Composite ha perso l’1,07% mentre l’indice Shenzhen Composite della seconda borsa cinese è sceso dell’1,77%.

Proprio sul mercato cinese si registra la mossa della Banca centrale (Pboc) che ha tagliato il Loan prime rate (Lpr), riducendo così i costi di finanziamento per le banche. Il tasso a un anno passa dal 3,85% al 3,80%, mentre quello a 5 anni resta invariato al 4,65%. La misura punta ad aumentare la liquidità del sistema bancario per i finanziamenti alle imprese. E’ la prima volta che fa una mossa di questo tipo dall’aprile del 2020. La mossa di Pechino di abbassare il LPR era ampiamente prevista, ma evidenzia anche la divergenza di politica monetaria della Cina da altre grandi banche centrali globali, che sono impostate per aumentare i tassi di interesse. Una serie di indicatori economici recenti, tra cui le vendite al dettaglio e la crescita degli investimenti, indicano peraltro un rallentamento dell’economia cinese, mentre un giro di vite normativo sul settore tecnologico ha smorzato il sentimento degli investitori, assiee al timore di nuove restrizioni per combattere l’aumento dei casi di Covid. “La mossa è un segnale concreto che la Cina si sta muovendo verso una politica monetaria di sostegno”, dice Jeffrey Halley, analista di OANDA, per il quale Pechino “sembra ammiccare di fronte al rallentamento della crescita del prossimo anno”.

Per quel che riguarda i titoli di Stato, detto del rafforzamento di quelli Usa lo spread tra Btp e Bund tedesco apre in rialzo a 133 punti, rispetto ai 130 punti della chiusura di venerdì. Il rendimento del decennale sale allo 0,95%, rispetto allo 0,94 della vigilia. Come accennato, l’euro è in calo a fronte del dollaro che tratta ai suoi massimi da 20 mesi, dopo la svolta da “falco” della Fed e l’ormai scontata mossa di rialzo dei tassi che avverrà a marzo e in concomitanza con la ricerca di beni sicuri nei quali investire. La divisa unica viene scambiata a 1,1249 sul dollaro e in netto calo a 127,55 sullo yen. Dollaro/yen a 113,39.

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source