Le Borse di oggi, 24 febbraio. La Russia attacca, crollano i listini. Il petrolio balza oltre 100 dollari, volano grano e alluminio

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MILANO – La Russia ha attaccato l’Ucraina e i mercati finanziari ne prendono subito atto. I future sugli scambi azionari in Europa e negli Stati Uniti precipitano, l’Asia che era aperta quando è giunta la notizia delle truppe oltre il confine ha virato in pesante ribasso. La Borsa di Mosca ha chiuso tutti i suoi mercati. “Fondamentalmente non c’è alcuno scenario prezzato dai mercati, perché è impossibile scontarne uno a pieno”, a detto l’analista di IG Markets, Kyle Rodda, a Booomberg. “E’ il peggiore degli scenari. Una cosa sono le cattive notizie. Un’altra sono le cattive notizie senza sapere assolutamente a che cosa porteranno”.

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I listini dell’area Asia-pacifico si sono portati ai minimi dal 2020. L’indice Nikkei della Borsa di Tokyo ha ceduto l’1,81% a 25.970,82 punti, mentre il Topix ha lasciato sul terreno l’1,25% a 1.857,58. Ancora peggio Hong Kong che perde oltre il 3%, mentre Shenzhen è a -2,2%.

Le ripercussioni più forti si sentono subito sul comparto delle materie prime. Il petrolio, in primo luogo: il Brent sale del 4,56% a 101,26 dollari a barile, al top da settembre 2014, mentre il Wti aumenta del 4,74% a 96,47 dollari, livello che non toccava da agosto 2014. Ma non è tutto: volano i prezzi dei cereali e il costo del grano, di cui Kiev è uno dei principali paesi produttori ed esportatori, sale del 5,90%. Ma aumentano anche soia (+2,87%), mais (+5,47%) e avena (+4,81%). Le quotazioni dell’alluminio hanno superato il picco del 2008 e si sono avvicinate alla soglia di 3.400 dollari a tonnellata arrivando a 3.388 dollari. In rialzo anche l’argento sopra i 25 dollari l’oncia (+2%) e il platino a 1.105 dollari (+1%).

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Tra le valute, crolla il rublo dopo che il presidente Usa, Joe Biden, ha promesso “severe sanzioni” contro Mosca. Con le contrattazioni sul mercato russo sospese, la valuta di Mosca sta cedendo il 7,8% sul dollaro, con cui scambia ormai a un passo da quota 90 (88,7 rubli per 1 dollaro). Il calo sull’euro si attesta al 7,5% a 99,8. La divisa unica è intanto in calo sul dollaro: perde lo 0,54% portandosi a 1,1246 sulla valuta americana. Anche il cambio con lo yen è in deciso ribasso a 128,79 (-1%).

Come spesso accade in queste occasioni, i capitali si dirigono verso i beni “rifugio”: salgono infatti i prezzi dei Treasury (e di conseguenza i rendimenti dei titoli di Stato americani scendono sotto l’1,9%), sale lo yen e anche l’oro.

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