Le Borse di oggi, 3 novembre. Listini incerti sulla prospettiva che la Fed alzi ancora i tassi

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MILANO – Le azioni europee si dirigono verso un’apertura al ribasso, al seguito dei cali di Wall Street e dell’Asia dopo la mossa della Fed che ha alzato ancora di 75 punti base il costo del denaro. Il mercato si era convinto in un primo momento, alla pubblicazione del comunicato, che il messaggio fosse accomodante, scorgendo indizi di un prossimo rallentamento delle strette. Poi le parole del governatore Jay Powell hanno fatto cambiar verso ai listini (lo S&P500 ha perso il 2,5%), messi di fronte alla realtà che saranno “appropriati” altri rialzi dei tassi e che una politica monetaria restrittiva sarà necessaria “per un certo tempo”. Insomma, per quanto magari di intensità inferiore, le strette della Fed andranno avanti e “il livello finale dei tassi sarà più elevato di quanto inizialmente previsto”.

Oggi è la volta della Banca d’Inghilterra, chiamata all’azione più forte da oltre un trentennio: anche in questo caso, il mercato ha pienamente prezzato una mossa da 75 punti base.

Future in ribasso per le Borse europee

Si prospetta un avvio in calo per le Borse europee dopo la  decisione della Fed di alzare i tassi d’interesse dello 0,75%. A raffreddare gli animi le parole pronunciate in conferenza stampa dal governatore Jerome Powell, che ha definito “appropriati” altri rialzi dei tassi sottolineando che una politica monetaria restrittiva sarà necessaria “per un certo tempo”. I future dell’Eurostoxx 50 cedono oltre l’1%, quelli del Dax di Francoforte perdono lo 0,79% e quelli del Cac 40 di Parigi arretrano dello 0,90%. In calo anche i future dell’Ftse Mib di Piazza Affari che registrano una flessione dello 0,82% e quelli dell’Ftse 100 di Londra che segnano un -0,70%.

Borse asiatiche in rosso dopo la Fed

Le Borse asiatiche procedono in rosso, sulla scia della chiusura in netto calo di Wall Street, dopo che la Federal Reserve ha aumentato nuovamente i tassi di interesse e ha avvertito che ci saranno altre strette monetarie. La Borsa di Tokyo oggi è rimasta chiusa per festività. A picco l’indice Hang Seng che perde il 3%. Poche ore dopo l’aumento dei tassi da parte della Fed anche la banca centrale di Hong Kong ha aumentato i tassi. La politica monetaria di Hong Kong si muove in sintonia con quella degli Stati Uniti, dal momento che la valuta della città è ancorata al biglietto verde. In controtendenza l’indice Kospi che viaggia sopra la parità.

Oro e petrolio in calo

Prezzo dell’oro in calo questa mattina sui mercati delle materie prime: il metallo prezioso con consegna a dicembre passa di mano a 1.637 dollari l’oncia con un calo dello 0,79%.

Debole anche il petrolio: il Wti con consegna a dicembre è scambiato a 89,36 dollari al barile con una riduzione dello 0,71%. Il Brent con consegna a gennaio passa di mano a 95,67 dollari con un calo dello 0,51%.

Stellantis, balzo dei ricavi nel trimestre col ritorno dei chip

Stellantis ha realizzato nel terzo trimestre 2022 I ricavi netti pari a 42,1 miliardi di euro, con una crescita del 29% rispetto allo stesso periodo del 2021, grazie soprattutto all’aumento dei volumi, ai prezzi netti favorevoli e agli effetti positivi dei tassi di cambio. Le consegne consolidate sono 1.281.000, in crescita del 13% su base annua, “principalmente grazie alla migliore disponibilità di semiconduttori rispetto al terzo trimestre 2021”. Le vendite globali di veicoli elettrici sono aumentate del 41% rispetto al terzo trimestre 2021.

Listini cinesi chiudono deboli ma in recupero

Le Borse cinesi recuperano le perdite iniziali, ma chiudono comunque poco sotto la parità, scontando i timori su nuove strette dei tassi negli Usa all’indomani del rialzo deciso dalla Federal Reserve dello 0,75%, fino a portare il costo del denaro nella forchetta fra il 3,75% e il 4%, ai livelli più alti dal 2008: l’indice Composite di Shanghai cede lo 0,19%, a 2.997,80 punti, mentre quello di Shenzhen perde lo 0,04%, scivolando a quota 1.967,38.

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