Le Borse di oggi, 7 dicembre. Listini poco mossi sui segnali contrastanti dalla Cina. Le Banche Usa vedono tempi duri per l’economia

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MILANO – Si annuncia una seduta interlocutoria per le Borse europee, dopo la chiusura negativa di Wall Street di ieri sera e i saliscendi dell’Asia. Gli investitori digeriscono le indicazioni miste provenienti dalla Cina: da una parte, si allentano ancora i vincoli legati al contenimento del Covid. D’altra parte però c’è la brusca frenata per l’export (-8,7%) a novembre, peggior dato dal febbraio 2020 dello scoppio della pandemia.

E restano intanto concentrati sul capire come si muoverà la Fed nei prossimi mesi. Pessimismo filtra dalle grandi banche d’affari americane, che vedono nero sulle prospettive economiche globali. Come annota la Bloomberg, la carrellata è poco ottimistica: David Salomon di Goldman Sachs ha ammonito sul rischio di tagliare posti di lavoro e salari sulla prospettiva di un periodo travagliato alle porte. BofA sta rallentando le assunzioni vedendo una contrazione economica alle porte e Morgan Stanley sta riducendo la sua forza lavoro globale. Jamie Dimon, capo di JPMorgan, vede invece una recessione “dal tenue al forte” che potrebbe colpire il prossmo anno.

Punti chiave

  • Tonfo a sorpresa dell’export cinese

Tokyo perde lo 0,7%, Europa stabile

Contratti future stabili in avvio di giornata sulle principali borse europee. A Francoforte il future sul Dax segna un marginale +0,01%, mentre a Londra il contratto sul Ftse 100 è invariato.

Chiusura debole per la borsa di Tokyo, invece, influenzata dal calo di Wall Street dove sono aumentate le preoccupazioni che la Federal Reserve manterrà una politica aggressiva sui tassi di interesse. L’indice Nikkei 225 termina con un -0,72% a 27.686,40 punti, mentre l’indice Topix è sceso dello 0,10% a 1.948,31 punti.

Tonfo a sorpresa dell’export cinese

La Cina chiude il mese di novembre con un surplus commerciale di 69,84 miliardi di dollari, circa 10 in meno rispetto alle previsioni degli analisti, scontando l’indebolimento della domanda esterna e i lockdown anti-Covid sul fronte interno che hanno colpito i consumi interni. Secondo i dati diffusi dalle Dogane cinesi, l’export ha registrato un tonfo annuo dell’8,7% (contro stime a -3,5%), mentre l’import uno del 10,6% (contro il -6%).

Industria tedesca frenata a novembre, ma meglio delle attese

La produzione industriale in Germania ha registrato una contrazione dello 0,1% mensile in novembre secondo il dato destagionalizzato diffuso da Destatis. La variazione su base annua è pari a zero. Il dato è migliore delle stime che preconizzavano uno scivolone, a novembre, dello 0,7 per cento.

La Fed spinge il dollaro in rialzo

Dollaro in rialzo su tutte le principali divise sui mercati valutari, dopo i rinnovati timori di una politica aggressiva della Fed sui tassi di interesse. Il biglietto verde guadagna circa lo 0,2% sull’euro, che scende a 1,0450, e lo 0,4% sullo yen a 137,68. Progresso anche sulla sterlina che scende a 1,2111 dollari. Euro in rialzo sullo yen a quota 143,82.

Quattro chiusure in calo per Wall Street

Quarta seduta consecutiva in calo, ieri a Wall Street, con l’aumento dei timori di una prossima recessione. Gli investitori paventano che la Federal reserve possa decidere di mantenere costante il passo dei rialzi dei tassi d’interesse per frenare l’inflazione, danneggiando l’economia.Non è bastato il calo dei rendimenti dei titoli del tesoro per dare sollievo all’azionario: gli undici settori sullo S&P 500 hanno tutti chiuso in calo, tranne quello delle utilities (+0,66%); il peggiore è stato l’energetico, che ha ceduto il 2,65%. L’indice ha ceduto l’1,44%, il Dow Jones ha perso l’1,03% e il Nasdaq il 2%.

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