Le Borse di oggi, 7 novembre. Mercati incerti tra speranze di riapeture cinesi e promesse di lotta dura al Covid

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MILANO – Le Borse riprendono il filo degli scambi con una sensazione d’incertezza. L’Asia ha recuperato quel che si era visto sui mercati occidentali venerdì, ovvero un’iniezione di fiducia legata alle speranza per un atteggiamento meno duro da parte della Cina sul contenimento del Covid e quindi su una maggiore libertà per le attività economiche. Restrizioni che, ad esempio, Apple ha appena posto alla base dei ritardi nel ritmo di produzione dell’impianto Foxconn di Zhengzhou, che stanno rallentando l’assemblaggio dell’iPhone 14.

I future su Wall Street sono più incerti di quel che si è visto in Asia questa mattina, con le elezioni di midterm che affacciano ombre d’incertezza sui mercati. Anche il petrolio, debole, dimostra che l’incertezza resta elevata e che le parole giunte dalle autorità di Pechino nel fine settimana (è stata ribadita la linea della fermezza nell’approccio anti-Covid) sono state ancora in grado di frenare gli entusiasmi su una improvvisa riapertura della seconda economia mondiale. Su tutto, poi, permane l’incertezza per le scelte della Fed sui tassi: osservati speciali, da questo punto di vista, i dati di giovedì sui prezzi Usa.

L’euro apre sotto la parità col dollaro

L’euro apre poco mosso sotto la parità con il dollaro. La moneta unica passa di mano a 0,9946 dollari e a 146,41 yen. Il biglietto verde resta sopra quota 147 nel cambio con lo yen e avanza sullo yuan onshore.

Petrolio in frenata

Prezzi del petrolio in calo sui mercati asiatici dopo che i funzionari cinesi nel fine settimana hanno ribadito il loro impegno a un rigido approccio di contenimento del Covid, facendo crollare le speranze di una ripresa della domanda di petrolio nel primo importatore mondiale di greggio. I future dei contratti Wti cedono l’1,20% a 91,49 dollari al barile mentre quelli del Brent arretrano dello 0,94% a 97,63 dollari al barile.

Delude l’export cinese, -0,3%

La Cina registra a ottobre un surplus commerciale di 85,15 miliardi di dollari, a fronte dei 95,97 miliardi attesi e degli 84,75 miliardi riportati a settembre. L’export, secondo i dati delle Dogane cinesi, accusa una brusca frenata annua dello 0,3% (contro stime di +4,5% e il +5,70% di settembre) segnando il primo calo da maggio 2020 per l’indebolimento della domanda estera, sotto pressione per il rialzo dei costi delle materie prime. L’import, invece, rallenta dello 0,7% (prima volta da agosto 2020) rispetto alle stime invariate e al +0,3% di settembre, scontando il calo della domanda interna in scia alle restrizioni anti-Covid.

Borse in rialzo in Asia in scia a Wall Street di venerdì

Le Borse asiatiche viaggiano in rialzo sostenute dalle speculazioni che la Cina si stia preparando ad allentare le restrizioni contro la pandemia, anche se nel fine settimana i funzionari della sanità hanno ribadito la loro politica Zero Covid.

L’indice Nikkei a Tokyo termina la seduta con un progresso dell’1,21% a 27.527,64 punti. Corre Hong Hong con l’indice Hang Seng che sale di oltre il 3%. Più contenuto il rialzo della Borsa di Shanghai, che guadagna lo 0,23%, frenata dai deludenti dati sull’export in Cina, che a ottobre registra la prima contrazione dal 2020. Il rallentamento dell’economia cinese, dovuto alle misure anti-Covid, e alla minaccia di una recessione globale, ha fatto scendere dello 0,3% annuo le esportazioni del Dragone a ottobre, contro il +5,7% di settembre e contro un atteso +4,3%. Positivo anche l’indice Kospi che archivia gli scambi con un rialzo di circa l’1%.

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