Le Borse di oggi, 9 dicembre. Listini in cauto rialzo in vista dei dati sui prezzi

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Rallentano i prezzi in Cina

L’indice dei prezzi al consumo (CPI), il principale indicatore dell’inflazione in Cina, ha rallentato la sua progressione all’1,6% su base annua a novembre, mentre l’indice dei prezzi alla produzione (IPP), che misura i prezzi industriali, è sceso dell’1,3% per il secondo mese consecutivo. I dati ufficiali pubblicati oggi dall’Ufficio nazionale di statistica (ONE) segnano la lettura dell’IPC più bassa da marzo e, come in ottobre, il segno più basso per l’evoluzione dei prezzi industriali in quasi due anni.

Entrambi i brand sono comunque nei parametri attesi dagli analisti, in particolare i prezzi al consumo, mentre il PPI si discosta di un decimo dalle previsioni più diffuse, che indicavano un calo dell’1,4%. Nel confronto mese su mese, il CPI è diminuito dello 0,2% rispetto a ottobre, mentre il PPI è aumentato dello 0,1%.

Nel decimo mese dell’anno i prezzi al consumo erano aumentati del 2,1% su base annua ei prezzi industriali erano scesi dell’1,3%. Tra gennaio e novembre l’aumento medio del CPI è stato del 2%, rimanendo quindi al di sotto del tetto del 3% che Pechino aveva fissato come obiettivo ufficiale per il 2022. Nel caso del PPI, pur segnando nette linee discendenti lungo tutto l’anno, la crescita media nei primi undici mesi dell’anno continua ad essere del 4,6% anno su anno.

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