Le gazze si aiutano a togliersi gli anelli. E per gli scienziati è un problema

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I ricercatori australiani volevano verificare l’uso di un sistema di inanellamento con tecnologia Gps sulle gazze australiane (Gymnorhina tibicen), ma hanno invece scoperto un nuovo aspetto dell’intelligenza e socialità degli uccelli che appartengono alla famiglia dei corvidi. I dispositivi assicurati alle zampette delle gazze australiane hanno infatti avuto vita breve, perché gli animali si sono ingegnati a rimuoverli aiutandosi l’un l’altro. Le abilità cognitive delle Gymnorhina tibicen sono note ai naturalisti, si tratta di uccelli capaci di riconoscere e ricordare fino a 30 volti e alcuni studi avevano già indagato come si aiutino l’un l’altra nella stagione della cova. Ancora, i loro vocalizzi sono assai elaborati, tanto che segnalano il pericolo con suoni diversi, a seconda che il predatore sia un volatile o un animale terrestre. Nelle gazze australiane è stato osservato anche un comportamento comune ai corvi, il cosiddetto dunking behaviour, che consiste nel far cadere del cibo nell’acqua per ammorbidirlo e mangiarlo meglio: le Gymnorhina tibicen sono state viste gettare insetti nell’acqua e mostrare il procedimento ai più giovani.

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Ora, però, la loro abilità nell’aiutarsi a rimuovere i sistemi di tracciamento pone un problema ai ricercartori. “I recenti progressi nella tecnologia di tracciamento hanno permesso a dispositivi come i sistemi di posizionamento globale (Gps) di essere utilizzati su un’ampia varietà di uccelli – scrivono Joel Crampton, Celine H. Frère e Dominique A. Potvin nell’abstract del loro studio pubblicato sulla rivista Australian Field Ornithology – . Anche se ci sono considerazioni etiche consolidate per questi processi, specie diverse possono reagire in modo diverso a particolari dispositivi e accessori. Pertanto, gli studi pilota sono ancora della massima importanza in questo campo. (…). Nonostante i test precedenti dimostrassero la resistenza e la durata dell’imbracatura, i dispositivi sono stati rimossi entro pochi minuti o ore dal montaggio iniziale. In particolare, la rimozione è stata fatta da un uccello che rompeva l’anello di un altro uccello nell’unico punto debole. Questo comportamento – concludono i ricercatori – dimostra sia la cooperazione che un moderato livello di risoluzione dei problemi, fornendo potenziali ulteriori prove delle capacità cognitive di questa specie”.

Inanellare e tracciare gli uccelli, pratica che ha circa cento anni, ha fornito grandi conoscenze soprattutto sulle migrazioni e secondo gli scienziati australiani quanto osservato sulle gazze pone dei problemi per studi futuri. Scrivono infatti i ricercatori: “A nostra conoscenza, questo è il primo studio che riporta la rimozione conspecifica di localizzatori Gps e dovrebbe essere preso in considerazione quando si pianificano futuri studi di tracciamento, specialmente su specie altamente sociali”.

Animali

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Lorenzo Serra, responsabile sezione per l’inanellamento dell’Ispra, conferma che ci sono state osservazioni sulla reazione degli uccelli all’inanellamento, ma è la prima volta che si parla di comportamento sociale in proposito. “Per quanto ogni operazione venga fatta nel rispetto del benessere degli animali, all’inizio gli uccelli devono abituarsi a un corpo estraneo, come accade a noi quando mettiamo un anello o un braccialetto. Pur se i dispositivi sono leggerissimi, non limitano i movimenti e non stringono, l’animale sente di avere qualcosa intorno alla zampa. Nei primi minuti si nota che beccano l’anello oppure allungano la zampa per cercare di farlo scivolare via. Ma si abituano in poco tempo e poi non osserviamo più questi comportamenti”.

Un po’ diversa la situazione quando si inanellano pulcini nel nido: “Gli adulti talvolta cercano di rimuovere l’anello ai piccoli, ma abbiamo attribuito questo comportamento alla consuetudine di tenere pulito il piccolo e il nido. Di sicuro va fatta molta attenzione nel procedimento e nella scelta del dispositivo, perché uccelli molto grandi e con il becco forte, come ad esempio i grifoni, possono riuscire a rompere l’anello”, spiega Serra. “Gli studi specifici nel settore sono numerosi – dice ancora l’esperto – di recente molti hanno cercato di verificare se gli anelli colorati, usati perché si possono individuare meglio a distanza anche senza ricatturare l’animale, possono avere un effetto sulla scelta del partner. Gli uccelli usano marker come le colorazioni per attirare il partner, tuttavia gli studi hanno dato risultati contrastanti, non utili a capire se davvero gli anelli incidono sull’accoppiamento: per esempio, nelle oche è stato osservato un legame più forte della coppia se uno dei membri aveva un anello colorato, sulle specie più piccole invece non sembra ci siano effetti, anche perché la selezione del partner avviene soprattutto attraverso il canto”.

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