Le ingiustizie del lockdown: dalla scuola al lavoro, sono i poveri a soffrire di più

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L’idea che la pandemia da COVID-19 si affronti imponendo la separazione forzata ad oltranza tra persone ha avuto senso a inizio 2020, di fronte ad un virus nuovo e sconosciuto, per cui non avevamo né vaccini né cure, che stava causando molti morti e mandando in crisi i nostri ospedali. Due anni dopo, l’efficacia di queste misure – peraltro applicate in modo diverso da Paese a Paese – rimane discussa, ma nessuno più dubita che le chiusure abbiano rappresentato una “soluzione” non sostenibile nel tempo a causa dei gravi effetti collaterali di tipo socio-economico e psicologico, e comunque priva di una exit strategy ben definita (come e quando si riapre?). 

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