Le ispezioni diventano remote e Rina cresce anche nel 2020

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Cresce anche nel 2020 Rina Group, una delle principali realtà al mondo nei settori della classificazione navale e della consulenza ingegneristica, con sede a Genova e uffici in tutto il mondo. Cresce del 5% nel fatturato, con 485 milioni di euro, del 10% nell’Ebidta, ma anche nell’occupazione, con 160 nuovi ingressi all’interno di un gruppo che oggi sfiora i 4mila dipendenti. “Quando ripartiremo dopo questo periodo difficile – spiega l’amministratore delegato Ugo Salerno – avremo risultati ancor più significativi, sfruttando al meglio l’accordo che abbiamo appena raggiunto con i sindacati dei trasporti sullo smart working. L’accordo, primo al mondo nel nostro ambito di classificazione e consulenza, prevede una presenza in ufficio al 50%. Avremo uffici meno affollati, le scrivanie non saranno più fisse, ma si prenoteranno e aumenteranno molto di più gli spazi di socialità. L’ufficio sarà più simile a una casa, con la possibilità di interagire e di dialogare anche in videoconferenza. 

“Nel 2020 Rina Group è cresciuta sfruttando anche gli ordini che erano stati acquisiti nel 2019 – aggiunge Salerno –. Avevamo lavorato molto bene, con contratti importanti. Poi il Covid ha imposto a tutti un colpo di freno. Ma la forza del nostro gruppo sta nella sua capacità di essere attivi su più fronti. Il crollo del prezzo del greggio, conseguenza della guerra commerciale tra Russia e Arabia Saudita, aveva fermato le Oil Major e di conseguenza stoppato anche il lavoro. Ma noi abbiamo puntato su altri settori. Oggi abbiamo superato i 50 milioni di tonnellate di flotta certificata, mentre nel 2003 eravamo a 13. E siamo cresciuti anche nelle infrastrutture, con il Ponte di Genova e tante altre opere”. 

Il denominatore comune a una crescita diversificata di Rina Group è nell’utilizzo sempre più massivo delle nuove tecnologie. Una decisione che non è stata imposta dal virus, perché era già in atto, ma che il virus ha accelerato. Così, ad esempio, è avvenuto per le ispezioni e il rilascio delle certificazioni navali, senza più l’ispettore a bordo, ma da remoto. 

“Noi ci muoviamo sulla base di un protocollo di comunicazione che ci consente di essere a bordo di una nave da remoto – spiega Salerno – Non ci limitiamo a certificazioni via Skype o Teams, ma riusciamo a entrare direttamente nelle aree sottoposte a controllo, guidando dall’ufficio ogni singola attività, con riprese molto sofisticateE sono certo che nel momento in cui il costo della comunicazione satellitare scenderà, sempre grazie alle nuove tecnologie, avremo tanti vantaggi e potremo intervenire non solo quando la nave è in porto ma anche quando naviga”. 

Oggi dal porto del Pireo, Rina governa i suoi interventi da remoto attraverso la Stazione Fleet Operation Service, riuscendo anche ad agire in contemporanea su più navi, con una diagnosi che consente poi di intervenire più rapidamente per rimuovere il problema. 

In parallelo, continua il piano di assunzioni. Lo scorso anno sono entrate 160 nuove figure, con una presenza femminile sempre più ampia. “Non scegliamo sulla base delle quote rosa, ma esclusivamente sul merito e devo dire che la presenza femminile crescere sempre di più – dice Salerno, se penso che la prima dirigente donna l’ho nominata io nel 2002, dopo 140 di vita del Rina, abbiamo fatto grandi passi in avanti. Oggi il Rina, che ha il suo quartiere generale a Genova e uffici sparsi in tutto il mondo, conta quasi 4mila addetti. “Ma abbiamo un piano di assunzioni che ci porterà a crescere ancor di più nel 2021 – chiude Salerno – e lo stesso vale anche per i ricavi. Supereremo i 500 milioni di euro, suddivisi fra classificazione navale e consulenza ingegneristica, e proseguiremo con il nostro piano di acquisizioni, una delle quali fra pochissimo”.

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