Le reazioni italiane alle parole di Biden su Putin “macellaio”. Letta: “Ha aperto dubbi che vanno chiariti”. Renzi: “No a escalation”

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Le parole del presidente americano Joe Biden, che in Polonia ha definito Vladimir Putin un “dittatore macellaio”, scatenano reazioni anche nella politica italiana. Il segretario del Pd Enrico Letta esprime su Twitter le sue perplessità: “Il discorso di Biden a Varsavia era forse quel che ci si aspettava lì in Polonia, ma fuori di lì ha aperto dubbi e interrogativi che è bene siano rapidamente chiariti”.

Il leader di Iv Matteo Renzi loda invece il presidente francese Macron, il quale è intervenuto per dire che “non userebbe” i termini di Biden, ritenendo che non dovrebbe esserci “un’escalation di parole o azioni” nella guerra in Ucraina . Carlo Calenda, leader di Azione, definisce il presidente Usa “pericoloso”. E aggiunge: “Mi pare che anche i più filo atlantici (come me) debbano ammettere che il modo in cui Biden parla della Russia è pericoloso e irresponsible. Passa da una gaffe all’altra senza soluzione di continuità da prima dell’inizio del conflitto in Ucraina”.

Critico anche Luigi de Magistris, fondatore e presidente del movimento politico Dema. “Ogni volta che Biden apre bocca è un passo in avanti verso la terza guerra mondiale. L’Europa batta un colpo e la smetta di essere subalterna e sottomessa agli Usa. Non si può essere sempre adolescenti”.

Per la senatrice Paola Binetti dell’Udc bisogna ristabilire la differenza fra aggrediti e aggressori: “I toni di Biden sono certamente eccessivi e inopportuni per chi davvero vuole la pace più di qualsiasi altra cosa. Ma come è vero il contenuto del cartello di una donna che oggi manifestava coraggiosamente in Ucraina e diceva: ‘Se la Russia smette di combattere finisce la guerra. Se l’Ucraina smette di combattere finisce l’Ucraina’. C’è una differenza enorme tra aggrediti e aggressori e questo anche i pacifisti ad oltranza possono capirlo e decidere da che parte stare: complici o difensori”.

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