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Le superstizioni e la paura di volare, l’amore per John Fante e le sigarette: 30 sfumature di Maurizio Sarri

La Republica News
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1 – Origini

Nato a Bagnoli (Napoli), cresciuto a Lovere (Bergamo) e poi Figline Valdarno (Firenze). Classe 1959.

2 – Paternità

Il padre operaio all’Italsider, sportivo, anche professionista e grande appassionato di ciclismo – ha partecipato pure all’Eroica –  e tifoso di Gimondi, avrebbe voluto che Maurizio facesse il ciclista.

3 – Gavetta

Stia, Faellese, Cavriglia, Antella, Valdema, Tegoleto, Sansovino, Sangiovannese, Pescara, Arezzo, Avellino, Verona, Perugia, Grosseto, Alessandria, Sorrento…

4 – Maturità

Arriva in Serie A nel 2014 con la promozione dell’Empoli, all’età di 55 anni. Dopo l’Empoli (3 stagioni, 12-15), il Napoli (3 stagioni, 15-18), Chelsea (18-19), Juventus (19-20), Lazio (2 anni di contratto).

5 – Doppio lavoro

Fino al 1999, all’età di 40 anni, quando è alla guida del Tegoleto, mantiene il doppio lavoro come dipendente della Banca Toscana e calciatore dilettante prima (difensore) e allenatore dilettante poi.

6 – Successi

1 scudetto (Juve 2020), 1 Europa League (Chelsea 2019), 1 Panchina d’Oro (2016)

7 – Soprannome da calciatore dilettante

Il Secco

8 – Soprannome da allenatore dilettante

Mister 33 (dicevano avesse 33 schemi su palla inattiva)

9 – Soprannome oggi

Il Comandante. Soprannome risalente ai tempi del Napoli, attribuitogli in omaggio a Che Guevara, che era anche il mito di Maradona.

10 – Riferimenti

Sacchi, Zeman, Delneri (da sue stesse dichiarazioni a Gianni Mura)

11 – Fedelissimi

Jorginho, Saponara, Mertens, Higuain, Hysaj, Zielinski, Maccarone

12 – Braccio destro

Giovanni Martusciello – primo di sei collaboratori con lui alla Lazio – , 50 anni, ischitano, ex centrocampista e riferimento nell’Empoli. Secondo di Sarri al Napoli e alla Juve, ma con Spalletti ai tempi dell’Inter.

13 – Manager

Fali Ramadani, 58 anni, macedone, con residenza e ufficio a Berlino, consocio della potente agenzia Lian Sports, italiano fluente, detto il “Mino Raiola dell’Est”. Tra i giocatori assistiti Perisic, Handanovic, Kalinic, Marcos Alonso.

14 – Soldi

Alla Juve 6 milioni a stagione e 2,5 di penale per la non conferma. Alla Lazio 3,5 milioni (4 con con bonus) per 2 anni, più 1,5 di penale per mancata conferma nella terza.

15 – Maniacale

Per indicare la maniacalità di Sarri nel suo lavoro di allenatore basta leggersi la tesi di fine corso Master a Coverciano (2006-2007). “La preparazione settimanale della partita”. Sono 42 pagine – 7 capitoli per 7 giorni – piene dettagliatamente su cosa fare giorno per giorno, ora per ora: esercizi, preparazione tattica e teorica, tutto. Un martello. La formazione comunicata solo nello spogliatoio prima della partita. Sarri “molla” solo pochi minuti prima del riscaldamento: “A questo punto tolgo la mia presenza dallo spogliatoio per fare in modo che ogni giocatore si senta libero di andare a vivere i momenti che precedono la partita nella maniera che preferisce”. Poi però c’è l’intervallo…

16 – Metodo

Sarri predilige il 4-3-3, in ogni caso punti fermi sono la difesa a 4 e il centrocampo a 3. Poi si può vedere se giocare o meno col trequartista. Questo comporta una notevole trasformazione nel dna della Lazio che con Simone Inzaghi praticava il 3-5-2 da molti anni. Grande attenzione al possesso palla e particolarmente al gioco difensivo, interi allenamenti dedicati esclusivamente alla difesa e ai difensori.

17 – Tecnologia

A parte il lavoro in equipe con i match analyst, e grande attenzione ai numeri, Sarri è stato uno dei primi a fare ampio uso di riprese degli allenamenti col drone per analizzare via video dall’alto i movimenti tattici dei giocatori.

18 – Sarrismo

“La concezione del gioco del calcio propugnata dall’allenatore Maurizio Sarri, fondata sulla velocità e la propensione offensiva; anche, il modo diretto e poco diplomatico di parlare e di comportarsi che sarebbe tipico di Sarri”. Dall’Enciclopedia Treccani.

19 – Fan

Ai tempi del Napoli esisteva un gruppo Facebook chiamato “Sarrismo, gioia e rivoluzione”, il cui slogan era l’affermazione di Sarri “Fino al Palazzo”. Il gruppo è rimasto attivo fino alla vittoria in Europa League di Sarri col Chelsea. Poi è stato polemicamente chiuso, causa passaggio alla Juventus. Considerato un vero e proprio tradimento. “L’allenatore ha avuto la meglio sull’uomo, ha ucciso il Comandante”.

20 – Targa

Dopo il passaggio alla Juve venne rimossa a Bagnoli – sotto la targa stradale “Via Silio Italico” – anche la targa dedicata a Maurizio Sarri e affissa al muro. Che recitava così: “Qui è nato il Comandante Maurizio Sarri. Il popolo napoletano ringrazia l’artefice della Bellezza. Hasta siempre Comandante!” E sotto una stella rossa a cinque punte.

21 – Sigarette

Ai tempi del Chelsea un sito inglese calcolò che Maurizio Sarri per fumarsi 80 sigarette al giorno (ora molto ridotte) avrebbe speso nella sua vita circa 400mila euro.

22 – Dipendenza

Per dire della dipendenza di Sarri dalle sigarette, quando doveva prendere l’aereo, fumava l’ultima sigaretta con la testa fuori del portellone, mentre il personale di bordo lo chiudeva.

23 – Paura

Fino a qualche anno fa Sarri aveva paura dell’aereo e se possibile si sottoponeva piuttosto a lunghi viaggi in macchina. A Londra poi però ha apprezzato tutte le comodità dell’areo privato.

24 – Tifo

Tifoso del Napoli dichiarato, ma un suo amico d’infanzia, Aurelio Virgili (figlio di Giuseppe Virgili, detto Pecos Bill, attaccante viola anni 50), rivelò che quando si faceva la barba cantava l’inno “Oh Fiorentina” di Narciso Parigi: “Garrisca al vento il labaro viola…”

25 – Amicizia

Il cane Ciro, un randagio trovato fuori dal centro sportivo di Castel Volturno. E che serve soprattutto a rispondere a domande che vuole evitare: “Vedrai Roma-Juve?”. “A quell’ora porto fuori Ciro”. Ovviamente lo aveva portato anche a Londra.

26 – Letture

Scrittori preferiti Charles Bukovsky, John Fante, Vargas Llosa. Quando era a Pescara – disse a Gianni Mura – andò in pellegrinaggio a Torricella Peligna da dove proveniva la famiglia di John Fante.

27 – Politica

Uomo di sinistra. Afferma però di non aver mai votato Renzi: “Mio nonno era partigiano, mio padre operaio, come faccio a votare Renzi?”. Una volta in aereo vide Dario Franceschini – disse ad Andrea Scanzi – e gli si sedette vicino: “Dimmi una cosa, com’è che la sinistra non fa mai una cosa normale?”

28 – Superstizioni

Cerca di non tornare nello stesso hotel dove la squadra è stata in ritiro prima di una sconfitta. Cerca sempre di non oltrepassare mai la linea laterale del bordocampo. Se il pallone esce dal campo e va verso di lui, comunque non lo tocca.

29 – Taccuino

Non è il primo a prendere appunti su un taccuino durante una partita. Sarri sostiene di farlo soprattutto nel primo tempo per i rilievi da fare alla squadra nell’intervallo e poi si segna alcuni minuti di gioco per ricostruire le azioni in video. Operazione che fanno tecnicamente i suoi collaboratori. Alex Ferguson proprio recentemente ha detto: “Non capisco gli allenatori che prendono appunti, guardano il taccuino e si perdono quello che succede”.

30 – Ipse dixit

* “Lo scudetto al Napoli? Fosse per me andiamo fino al Palazzo, andiamo a prendere il potere”
* “L’allenatore è come il pesce, dopo un po’ puzza”
* “Abbiamo perso lo scudetto in albergo”
* “Non ti mando a fare in c… perché sei una donna e sei carina”
* “Io m’arrapo pure per una amichevole”
* “Ho lavorato in banca per 15 anni, poi ho scelto per mestiere quello che avrei fatto gratis”
* “L’allenatore che indovina la piazza ideale ha un gran fiuto. O un gran culo”
* “Vorrei vedere 11 facce da cz…o che palleggiano sulla faccia del Manchester City”
* “Se non volevo stare sotto esame facevo domanda alle Poste”
* “Con il prossimo contratto mi vorrei arricchire, lo debbo alla mia famiglia”
* “Faticoso è alzarsi alle 6 per andare in fabbrica”
* “Ho sempre detto che lo scudetto è una bestemmia, ma io sono toscano e in Toscana si bestemmia abbastanza”.
* “Io vado in panchina in tuta, se la società mi imponesse la divisa dovrei accettarlo. A me fanno tristezza però certi allenatori del campionato Primavera che su campi improponibili vanno in panchina in giacca e cravatta”.
* “Voterei Landini se si candidasse”
* “Renzi è uno che fa le stesse cose di Berlusconi”



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