Lega, Salvini: “Subito taglio bollette, basta no ideologici sul nucleare”

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“Tutte le associazioni di imprenditori e commercianti chiedono di intervenire sul caro energia e sollecitano il tavolo proposto dalla Lega: è necessario fare in fretta per tagliare le bollette di famiglie e imprese. E nel medio-lungo periodo, l’Italia non si può permettere i no ideologici. Ringraziamo il ministro Roberto Cingolani per le sue posizioni, a partire dal nucleare di ultima generazione, ma ora è necessario essere conseguenti”. A dirlo è stato stamani il leader della Lega Matteo Salvini dopo lo strappo e le bordate degli ultimi giorni. Sul tema, intanto, il Carroccio fa sapere che nelle ultime ore anche Confindustria nazionale e Confindustria Alto Adriatico hanno sollecitato interventi urgenti.

Lega, Salvini il tarantolato che tra dispetti e capricci non sa cosa vuole

Soltanto ieri Salvini aveva sostenuto che “l’Italia ha bisogno di gas e nucleare pulito per aiutare famiglie e imprese a pagare bollette meno care, non ci servono dei no ideologici. Siamo sicuri che il premier Mario Draghi e il ministro Cingolani sosterranno l’impostazione della Commissione europea e di altri governi, da quello francese a quello finlandese: meno emissioni, bollette meno care e piu’ indipendenza nazionale per luce e gas”.

Parole che hanno suscitato l’irritazione del Pd. Il deputato e responsabile Sicurezza dem, Enrico Borghi, aveva replicato via Twitter: “Sul nucleare Salvini fa solo propaganda spicciola in versione Papeete. Se davvero vuole lavorare per la sicurezza energetica, concordi con noi sullo stop al regalo dell’idroelettrico italiano ai fondi esteri (creato dalle leggi a firma Lega). Altrimenti solo parole al vento”.

Salvini, altra bordata: “Il governo cambi passo”. Cresce l’irritazione nel Pd

Fonti della Lega, nel frattempo, hanno smentito i rumors secondo cui Salvini sarebbe pronto ad abbandonare l’esecutivo. Il Segretario federale – trapela da fonti parlamentari – non sta progettando alcuna uscita dal governo: la Lega intende rimanerci, con Draghi a Palazzo Chigi, per completare il lavoro. “In quest’ottica – proseguono le stesse fonti – va letta anche la campagna sulle bollette e, in prospettiva, sul nucleare pulito. Il partito è al lavoro su dossier urgenti e che toccano nel vivo famiglie e imprese. Certo, è necessario un cambio di marcia su alcuni temi a partire dall’immigrazione”. Nessun timore, pertanto, di subire la concorrenza di Fratelli d’Italia e di Giorgia Meloni, libera di gestire il campo dell’opposizione. “La Lega – sottolineano le stesse fonti – è un partito con una radicata tradizione di governo: amministra da decenni centinaia di comuni e regioni importanti, e quando Salvini è stato vicepremier e ministro ha saputo raddoppiare i consensi nel giro di un anno”.

Ovviamente tutto può ancora accadere da qui al 24, quando finalmente la parola passerà ai grandi elettori per il loro primo responso. Bisognerà vedere se Silvio Berlusconi andrà fino in fondo, se proporrà lui un candidato, o se i due poli in modo autonomo troveranno un nome condiviso.

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