Legge elettorale, il vademecum: le posizioni dei partiti sulla riforma che verrà

La Republica News

Dopo la vittoria del Sì al referendum (da 945 a 600 parlamentari, 400 deputati, 200 senatori) che succede in Parlamento? L’interrogativo è il seguente: cosa si vota prima? La legge elettorale oppure le riforme costituzionali? Un’emergenza c’è ed è innegabile: perché se domani, per un motivo qualsiasi, il governo dovesse cadere e si dovesse andare ad elezioni, la legge elettorale oggi in vigore è il Rosatellum, dal nome di Ettore Rosato, ex Pd ora renziano e vice presidente della Camera, che l’ha inventato nel 2017. Un sistema misto tra proporzionale e maggioritario, per cui i seggi sono ripartiti per il 37% con il sistema maggioritario e per il 61% con il proporzionale (il 2% va agli italiani all’estero). Semplificando al massimo, con il maggioritario chi prende più voti guadagna più seggi, mentre con il proporzionale l’assegnazione dei seggi avviene in proporzione ai voti ottenuti. È un sistema che l’attuale maggioranza di governo (Pd, M5S, Italia viva, Leu) ritiene ormai superato, tant’è che lavora per un’alternativa dall’inizio del 2020. Al contrario, l’opposizione (Lega, Fdi, Forza Italia), è complessivamente favorevole al maggioritario, lo considera parzialmente accettabile.repApprofondimento


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