Legge sulla Concorrenza, via libera del governo. Tassisti già in campo contro l’aumento delle licenze

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ROMA – Il Consiglio dei ministri dà il via libera – co voto unanime – alla nuova legge annuale sulla Concorrenza. Il provvedimento, che vuole aprire i mercati e liberalizzare settori chiave dell’economia, ha avuto una sofferta gestazione. E anche stamattina il testo avrebbe perso dei pezzi, starlciati, eliminati.

Sarebbe saltata, ad esempio, la parte sugli inceneratori. La legge, ancora ieri, prevedeva che un commissario di governo sarebbe sceso in campo nel caso le autorità competenti non avessero completato il processo di autorizzazioni. In particolare il commissario sarebbe intervenuto per concedere la “autorizzazione integrata ambientale” e ultimare  “procedimento unico”.  Tutto questo sembra sia stato eliminato.

Il governo tiene il punto sui tassisti; ma deve affrontare le prime proteste. La legge sulla Concorrenza vuole adeguare il settore alle esigenze di mobilità dei clienti e alle piattaforme tecnologiche (app) che permettono una “interconnessione” tra passeggero e conducente. Con un decreto legislativo, il governo “promuoverà la concorrenza, anche in sede di conferimento delle licenze, per stimolare standard qualitativi più elevati”. Nello stesso tempo, saranno inasprite le sanzioni per chi esercita abusivamente questa attività.

“Siamo pronti alla mobilitazione”, annunciano Ugl taxi, Federtaxi Cisal, Tam, Satam, Claai, Unimpresa, Usb taxi, Or.S.A taxi, Ati taxi, Fast Confsal e Associazione Tutela Legale taxi. – “La normativa che disciplina il settore è già stata profondamente revisionata e adeguata ai tempi nel 2019, ed ha abbondantemente superato il vaglio di legittimità della corte costituzionale, allora presieduta dal Ministro Marta Cartabia. Ad oggi occorre solamente concludere l’iter di riforma con l’approvazione dei decreti attuativi e di un Dpcm per la disciplina delle app, già nella disponibilità legislativa della Presidenza del Consiglio”.

I sindacati giudicano grave “la possibilità che le istituzioni possano cedere alle pressioni esercitate da particolari gruppi di interesse e alle fameliche mire di grandi multinazionali che gestiscono piattaforme di intermediazione tecnologica. Così facendo, abbandonerebbero i lavoratori del settore a ricatti e sfruttamento, trasformandoli di fatto da drivers in riders. Tutto questo vedrà la nostra ferma e dura opposizione e la nostra mobilitazione”. 

Dice Emilio Boccalini, presidente di Taxiblu, compagnia di radiotaxi milanese:  “Abbiamo appreso che due categorie che sono presenti nella legge Bolkestein europea sono state stralciate dal decreto Concorrenza, mentre noi che eravamo espressamente al di fuori della Bolkestein vi siamo stati inseriti”. Secondo il presidente questa scelta ignora “l’articolo 117 della Costituzione che demanda alle regioni la competenza sul trasporto pubblico non di linea”. 

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