Lego, ‘Mamma ho perso l’aereo’ diventa mattoncini: così rivivono (in miniatura) le peripezie del film cult

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Arrivò nei cinema italiani nella stagione 1990-1991 e si piazzò quarto al botteghino, due anni dopo passò in tv in prima serata su Canale 5 e fece 13 milioni 622 mila spettatori, fino ad allora l’ascolto più alto per un film trasmesso dalle reti Mediaset. Ciclicamente Mamma ho perso l’aereo viene riproposto, preferibilmente nelle serate delle feste che sono poi quelle in cui si svolge la storia, a cavallo tra i 22 e il 25 dicembre, quella cioè del piccolo Kevin McCallister (Macaulay Culkin, che diventò subito una star e di lì a breve avrebbe pagato caro quel successo toppo repentino) dimenticato a casa a Chicago dai genitori in partenza per le vacanze di Natale in Francia.

Ora quella casa, in cui il ragazzino accrocca meccanismi diabolici per ostacolare due rapinatori, diventa un nuovo capolavoro Lego in cui divertirsi a rivivere le peripezie di Kevin.

Macaulay Culkin in ‘Mamma ho perso l’aereo’ 

Composta da 3.955 pezzi, la casa Lego di Mamma ho perso l’aereo si basa sul progetto del 28enne Alex Storozhuk ed è il “set” più grande mai creato dalla società dei mattoncini.

Un gioiellino con tutti i dettagli visti nel film, dai barattoli di vernice oscillanti agli scaffali pieghevoli al cavo d’acciaio che va dalla soffitta alla casa sull’albero, tutti gli stratagemmi inventati dal ragazzino per neutralizzare i due malviventi (nel film Joe Pesci e Daniel Stern). Ogni livello della casa, inoltre, è staccabile, e tetto e pareti si aprono per facilitare l’accesso.

Macaulay Culkin, i 40 anni dell’attore bambino smarrito lungo il viale di Hollywood

Anche se il 26 agosto compie 40 anni, Macaulay Carson Culkin rimarrà per sempre il bimbo pestifero di ‘Mamma, ho perso l’aereo’ e del sequel ‘Mamma, ho riperso l’aereo’. È il 1990, ha appena dieci anni, ma spopola ovunque: è quel ragazzetto smilzo, coi capelli tanto biondi da sembrare quasi d’argento, gli occhi grandi blu e le labbra rosse, la nuova baby-star di Hollywood. Amatissimo, pagatissimo. Un milione di dollari per film, con una dozzina di titoli girati in otto anni. Molto probabilmente, viziatissimo. Alla vita apparentemente dorata delle baby-star, però, corrisponde spesso un’esistenza anomala: la pressione di un’industria che pretende sempre di più da un essere fragile per natura, un bambino-oggetto che per motivi contrattuali viene considerato un adulto, la privazione di una vita ‘normale’, l’accesso a situazioni deviate fatte di droghe, alcol, lusso. Magari, con genitori-padroni sopra le spalle. Gli abusi. Al Kevin McCallister del film, capace di cavarsela in ogni situazione, non è mai corrisposto il Macaulay Culkin della realtà. Che ha subito di tutto e che, dopo il grande successo, è entrato in un circolo vizioso che gli ha rovinato la vita. I party, l’amicizia ambigua con Michael Jackson, soprattutto un padre-manager che lo ha manipolato, che è stato violento. Come accadde a Jackson. Poi, lo stop, via da tutto. In una recente intervista a ‘Esquire’, Culkin dice di essere uscito dalla tossicodipendenza ma, candidamente, mentre tutti gli pongono le stesse domande, punzecchiandolo, spiega che quello è proprio quello uno dei motivi per cui si è allontanato dalla recitazione. Le droghe continuano a piacergli: “Non sarei quello che sono se, a un certo punto, non le avessi prese. So che è dannatamente stupido – ha raccontato – ma ho avuto alcune esperienze illuminanti a riguardo. Oggi non tocco più nulla, non mi faccio di droghe per scopi ricreativi”. Al suo fianco, ora c’è la moglie Brenda Song. Stanno, da tempo, cercando di avere un bambino. “Facciamo molta pratica”, ha scherzato lui, strizzando gli occhi. E così, in un attimo, sembra di aver davanti lo stesso bimbo del grande schermo, forte e determinato, chiamato Kevin
Video ‘Mamma, ho perso l’aereo’ 27 anni dopo: Kevin rientra nella casa per girare uno spot

Macaulay Culkin con la maschera di ‘Mamma ho perso l’aereo’: “Attenti al Covid”

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