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L’eterno Buffon, urla e leadership: la Juve ripartita nel segno del suo totem

La Republica News
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TORINO – Buffon fa il portiere di riserva da due stagioni e non aveva mai giocato, in campionato, una partita importante come Juventus-Napoli. Sarri e Pirlo gli hanno concesso la ribalta della Coppa Italia, e lui per due volte ha raggiunto la finale, mentre in Champions è sceso in campo soltanto nell’ultima partita del girone, a qualificazione già matematica: nel 2019 a Leverkusen e nel 2020 al Camp Nou, stravincendo la sfida personale con Messi. In campionato ha sempre invece fatto turn over sistematico, prendendosi degli spazi di risulta: di prassi, gli è stata affidata la partita meno impegnativa di una serie ravvicinata e in questo modo ha collezionato 9 presenze l’anno scorso e 6 quest’anno. Perciò vederlo titolare con il Napoli, nella gara che avrebbe potuto indirizzare il destino di Pirlo e l’intero corso della stagione bianconera (andare o non andare in Champions fa una bella differenza), ha sorpreso, tanto più che alla vigilia Pirlo aveva preannunciato la conferma di Szczesny, reduce da un pessimo derby. Invece l’allenatore ha contraddetto se stesso, spiegando così la giravolta: “Mettere Buffon era una cosa che avevamo già pensato, ma siccome c’erano state delle critiche nei confronti di Szczesny avevo detto che avrebbe giocato lui. Noi però avevamo già parlato con Tek perché era stanco, aveva bisogno di riposare dopo le tre partite di fila con la nazionale polacca. Con il Napoli ha giocato Buffon, ma Szczesny resta il titolare”.

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Solo turn over o scelta tecnica?

All’apparenza è dunque tutto sistemato, ma vien difficile pensare che la scelta di Buffon non sia stata di natura prettamente tecnica e svincolata dalle cadenze del turn over, anche se è vero che era previsto che Gigi avrebbe dovuto giocare il derby, poi saltato a causa della squalifica per una bestemmia arrivata quasi quattro mesi dopo averla pronunciata. In realtà la posizione di Szczesny non è più così solida. Dopo l’eliminazione della Champions, Pirlo ha inserito tra i responsabili anche il portiere, negativo sia a Porto sia al ritorno: la papera sulla punizione di Sergio Oliveira è di fatto costata la qualificazione. In quel momento pare che l’allenatore fosse dell’idea di un rimpiazzo: fuori il polacco e dentro Buffon, in pianta più o meno stabile. Invece non è successo niente, un po’ perché Gigi non è stato convocato per la trasferta di Cagliari (lombalgia, ufficialmente) e un po’ per la squalifica nel derby.

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La strana inquietudine di Gigi

Ma proprio in coincidenza con questo periodo particolare è emersa l’inquietudine del portierone, il quale ha fatto filtrare la sua insoddisfazione per un impiego al di sotto delle sue aspettative (tra dicembre e febbraio è rimasto in panchina per nove giornate di fila) e soprattutto l’intenzione di non rimanere un altro anno alla Juve ad aspettare sgoccioli di partite: o smette o cerca una squadra che gli dia più spazio, perché a 43 anni si sente ancora in piena efficienza. E forse alla Juve qualche patto non è stato rispettato.

La plusvalenza Szczesny e quelle voci su Donnarumma

Altra curiosa coincidenza: in questo periodo sono emerse anche le prime indiscrezioni su una possibile cessione di Szczesny, dalla quale la Juve, che lo acquistò nel 2017 per 12,2 milioni più 3,1 di bonus, ricaverebbe una corposa plusvalenza. In questa triangolazione di spifferi si incastra il sospetto milanista che dietro le complicazioni per il rinnovo del contratto di Donnarumma ci sia proprio la Juventus, che con il rossonero si garantirebbe la copertura della porta per almeno un decennio. Da Torino smentiscono: se è un bluff lo si scoprirà tra non molto.

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Quel gesto di complicità con Pirlo

Restando ai fatti, neanche con il Napoli Buffon ha sbagliato una virgola. In più, ha strillato ordini e incoraggiamenti per l’intera partita, molto più di quanto abitualmente faccia Szczesny. E dopo il fischio finale ha subito scambiato un gesto di intesa e di complicità con Pirlo, che oggi è il suo tecnico ma che per anni è stato un compagno più giovane, visto che ha due anni di meno. Sembra strano, ma il portiere di riserva (di riserva?) è più vecchio del suo allenatore: solo all’eterno Buffon possono capitare cose del genere.



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