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“L’etica al lavoro” in Puglia torna (dal vivo) lo spettacolo della legalità

La Republica News
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“Gli schiavi di Puglia parlano di una degradazione dell’uomo, dei corpi e delle speranze”. Le parole di Alessandro Leogrande, uno dei primi ad aver denunciato il fenomeno del caporalato in Italia, riecheggeranno proprio lì, dall’altopiano delle Murge, fra “Uomini e Caporali”. La sua opera di inchiesta più forte e potente, edita da Feltrinelli, sulle decine di migliaia di immigrati che accorrono per la stagione della raccolta del pomodoro, è stata scelta fra le tante testimonianze di “Cosa sarà – L’etica al lavoro”, il terzo streameeting di Coop trasmesso in diretta il 22 luglio su Ilgusto.it, Repubblica.it e Lastampa.it. La masseria di Turi di Nicola Giuliano, storico fornitore di Coop con filiera etica certificata, si trasformerà in una piazza virtuale in cui parole, musica e spettacolo si fonderanno per dare voce alle storie del territorio, ma anche a idee ed esperienze virtuose.

Mettendo insieme “Close the gap”, la campagna sull’inclusione di genere, e l’impegno che da sempre Coop mette nella filiera etica, Natascha Lusenti e Gino Castaldo condurranno una serata – finalmente con il pubblico – a cui prenderanno parte la cantante Noemi, il rapper Murubutu, l’Orchestra dei braccianti, la banda municipale di Conversano e lo Stefano di Battista Quartet, oltre alle tante storie della filiera etica di Coop, dalla coltivazione del pomodoro all’innovazione della pacciamatura. Si torna dal vivo, dunque, ma senza dimenticare le potenzialità dello streaming: la diretta on-line sarà trasmessa a partire dalle 20,30 e proseguirà il 23 luglio con video-pillole inedite, occasione di dibattito sulla filiera etica e fragile, quella che vede presenti sui campi anche le donne.

La legalità è come musica: l’Orchestra dei braccianti e la denuncia artistica

Maura Latini, Ad di Coop Italia, dialogherà su etica e lavoro con Francesco Manacorda, caporedattore economia e finanza de La Repubblica, e Mario Cifiello, presidente di Coop Alleanza 3.0. Ci saranno il teologo Vito Mancuso con una riflessione originale sull’etica, don Luigi Ciotti, da sempre in prima linea nella denuncia dello sfruttamento del lavoro sui campi, e Veronica Pivetti, che leggerà i brani di Leogrande. A portare la loro esperienza arriveranno Nicola Giuliano di Puglia Fruit, le sorelle calabresi del Gruppo Minisci (coltivatrici nella piana di Sibari), la cooperativa Terre di Puglia – Libera terra, l’azienda Frontino e Michele Carletti di Bureau Veritas.

“Controlli continui sul nero: solo così avremo concorrenza leale e mercato etico”

In alcuni casi si tratterà di interventi realizzati ad hoc per “Cosa sarà?”, altri saranno momenti di dialogo, approfondimento e intrattenimento. A integrare questi tre concetti sarà il rapper Murubutu, nome d’arte di Alessio Mariani, professore di storia e filosofia che ha portato in Italia la “letteraturap”: uno storytelling cantautorale con al centro “i racconti di vita, il lavoro sulla terra e in mare, riflessioni politiche e sociali”, racconta l’artista. “Ho cercato di dedicare una canzone al caporalato, ma non ci sono riuscito: volevo restituire umanità, non fare uno slogan. Quindi, per non risultare banale, ho preferito evitare. Parlerò di altri lavoratori, dei marinai, ma anche di quelli dello spettacolo, dopo il lungo stop imposto dal Covid”. 

MURUBUTU_Foto di Alessandro Morana 

“Il lockdown ci ha insegnato ad utilizzare nuovi strumenti ma questa volta non abbiamo voluto rinunciare all’emozione di guardarci di nuovo negli occhi, aprendo la platea ai nostri soci e ai lavoratori delle realtà che ci ospitano e che si raccontano in questa serata insieme a noi – spiega Maura Latini –. Il tema dell’etica e del lavoro ci vede impegnati da decenni, ma quest’anno abbiamo voluto fare un passo in più. Abbiamo preso la nostra campagna sull’inclusione, “Close the Gap”, e l’abbiamo calata là dove crediamo sia più faticosa la parità di genere, cioè proprio su quei campi in cui in queste settimane tante donne raccolgono per noi frutta e ortaggi. Stiamo già lavorando alla loro formazione direttamente nelle aziende in cui lavorano. Con lo streameeting abbiamo voluto aprire un dibattito sulla questione delle filiere fragili, per esserne sia promotori che per imparare dagli altri”.



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