Letta e Zingaretti, i due segretari Pd per la prima volta insieme: arriva l’Agorà del rilancio

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ROMA – Dal quel 4 marzo in cui sbottò – “mi dimetto da un partito che parla solo di poltrone e di primarie” -, Nicola Zingaretti si è tenuto fuori dalla politica di partito. Certo, l’addio alla guida del Pd non è stato indolore. E durante questi nove mesi il governatore del Lazio ha ripetuto che ha già molto da fare a livello regionale. C’erano state polemiche sul “mi vergogno” con cui aveva accompagnato le dimissioni, e però c’era stata una staffetta leale con Enrico Letta, il nuovo segretario dem. 

Mercoledì prossimo i due segretari, l’ex e l’attuale, Zingaretti e Letta, per la prima volta insieme in una iniziativa pubblica del partito, hanno deciso di animare una delle ‘Agorà’ sul tema a cui entrambi tengono di più: come costruire l’Italia del futuro, quali sono le scommesse di Next generation Eu, ma anche i valori che indicano la rotta e l’allargamento del Pd. Un partito e un centrosinistra che Letta vuole fuori dall’aria viziata delle “alchimie tra sigle, divisioni tra ceti dirigenti, personalismi esasperati”. E il riferimento implicito è all’ultima performance sulle suppletive di Roma-centro attorno alla candidatura, poi rifiutata, del leader grillino Giuseppe Conte.  

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Altro stile, altra storia quella che vorrebbero sia Zingaretti che Letta. “L’unica vera risposta alla crisi dei partiti, e forse anche alle polemiche di queste ore, è nella partecipazione. La risposta ce la danno da settimane ormai migliaia di cittadini che discutono, propongono idee, organizzano incontri, piccoli e grandi ovunque nel Paese”.  

Mercoledì prossimo associazioni, volontariato, amministratori, esponenti politici, e poi Giovanni Diamanti, lo scrittore Paolo Di Paolo, nomi dello spettacolo come Pietro Turano, Veronica Pivetti, Francesca Reggiani sono chiamati a dire la loro. L’appuntamento del 15 dicembre (al Monk di Roma, alle 18), è però una occasione politica: dimostrare che la sinistra sa lavorare in squadra, e quando lo fa, aumenta le sue possibilità di consenso. E quindi, Zingaretti riavvolge il filo del suo impegno per il Pd e ammette: “Sono stato censore e tra i più critici delle degenerazioni del Pd: ma per cambiarlo,  non per distruggerlo”. Convinto insomma, che la sua denuncia “abbia contribuito a spazzare via trame, polemiche quotidiane e pretestuose”. E allora ecco un Pd che “si è riconquistato la serenità e lo spazio per l’iniziativa politica. Letta sta portando avanti in positivo e con grande determinazione una strategia unitaria. Senza Pd non esiste alternativa alle destre, per questo serve un Pd unito e unitario” 

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La ricetta è quella del “campo largo, la costruzione di una cultura politica aperta, non settaria. Propensa all’ascolto e capace di dare alle persone speranza… è tempo di un gioco di squadra  accanto a Letta. Un gioco di squadra politico e solidale, schietto e positivo che metta al centro il bene dell’Italia. Siamo stanchi dell’insopportabile metodo di costruirsi una identità sempre in negativo e contro  gli altri”. Zingaretti marca la differenza con destre e “centrini”: “Il Pd vuole costruire unità e una proposta per l’Italia, altri dividono per una rendita di posizione per se stessi”. 

A metà del cammino, i dati delle Agorà (coordinate da Nicola Oddati), dal primo di settembre a oggi ne segnalano 249 entrate in calendario, di cui 196 già svolte e 53 in programma nelle prossime settimane, altre 35 sono in fase di approvazione: 284 in tutto. Ancora: il 27% è stato organizzato in maniera esclusivamente digitale , mentre le altre in presenza o in formato ibrido. 

Temi più trattai sono stati il welfare, l’ambiente e la transizione ecologica, la cura del territorio, il lavoro. Sono state elaborate 345 proposte concrete. Oddati: “Siamo molto soddisfatti, non solo stanno crescendo numericamente, ma stanno diventando un metodo di discussione libera e aperta, di partecipazione democratica, di esercizio del potere delle idee. Stanno entrando nel dna del Pd”. 

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