L’ex medico di Savona ora è un pittore acrobatico: dipinge e scolpisce pareti di roccia

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Il divano non fa per lui. “Ho bisogno di andare a cercare avventure, non è che me ne vanti, ma sono fatto così: ne ho bisogno per sopravvivere”. Tra i mille modi per vivere la pensione, Mario Nebbiolo sceglie una via tutta sua, fatta di arte e di roccia. Sessantacinque anni, ex medico del Pronto Soccorso dell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure in provincia di Savona, una vita passata tra corsie e adrenalina, la pensione la vede così: una continua ricerca di modi, e mondi, per sentirsi vivo. Unendo le passioni di una vita, la pittura e l’arrampicata, ha iniziato a fare dipinti su pareti di roccia calandosi con le corde e grandi secchi carichi di colore. Ne ha realizzati diversi, alti fino a 35 metri, in una vecchia cava a Toirano, “anche un modo per valorizzare un luogo abbandonato e degradato”, racconta calandosi per ravvivare il colore di Glauco, il dipinto più grande, “Il guardiano della valle”. E poi mostra l’altra sua passione, la scultura: scolpisce massi di roccia con il martello pneumatico, per sé ma anche per parchi e comuni che glieli commissionano. “Tutto nasce dalla roccia – conclude – Sia per i dipinti sia per le sculture, intravedo le forme nella roccia e uso il colore o il martello per tirarle fuori”.

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