Libia, Bernard-Henri Lévy in visita alle fosse comuni di Haftar. Respinto: “Torna indietro cane ebreo!”

La Republica News

MISURATA – Bernard-Henri Lévy, 71 anni, filosofo, giornalista e saggista francese, noto in Francia anche con la sigla BHL, tra i più convinti sostenitori dell’intervento della Francia in Libia nel 2011 che ha contribuito alla caduta di Muammar Gheddafi e al caos che infuria attualmente nel Paese, si era recato in visita in Libia per testimoniare l’eccidio avvenuto a Tarhuna, città a circa 80 chilometri a sud-est di Tripoli.Al suo arrivo alcuni combattenti hanno sparato colpi in aria per costringerlo a tornare indietro. “Cane ebreo”, hanno gridato, tra i vari insulti antisemiti. BHL era arrivato con visto regolare concesso dal ministro degli Interni Fathi Bashagha. Alcune milizie dello stesso schieramento lo hanno contestato anche per attaccare il ministro.EsteriPer molti mesi Tarhuna è stata occupata da miliziani di Khalifa Haftar, ma anche da una banda criminale che si è data nome “Nona Brigata”, guidata da 4 fratelli, i Kaniat, che vengno definiti boss mafiosi. I Kaniat hanno combattutto fino all’ultimo contro le milizie di Tripoli e negli ultmi giorni sono fuggiti con le milizie di Haftar vreso Bani Walid e poi verso Jufra.La missione Onu in Libia ha chiesto che “le autorità conducano indagini rapide, efficaci e trasparenti su tutti i presunti casi di decessi illegali”. “Accogliamo con favore la decisione odierna – ha chiesto l’Unsmil – di istituire un comitato per esaminare questo aspetto e invitiamo i suoi membri a intraprendere prontamente il lavoro volto a proteggere le fosse comuni, identificare le vittime, stabilire le cause di morte e riportare i corpi ai parenti prossimi”. L’Unsmil si prepara a inviare i suoi esperti a partecipare all’inchiesta.


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