Libro per libro

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“Se uno farà una lesione al suo prossimo, si farà a lui come egli ha fatto all’altro: occhio per occhio, dente per dente”. La ben nota locuzione della Bibbia (Levitico 24, 19-20) ha trovato tante applicazioni negli ultimi duemila anni, ma in questi giorni è stata utilizzata forse per la prima volta sul terreno letterario. Sally Rooney, trentenne scrittrice prodigio irlandese, assurta a fama mondiale con il suo secondo romanzo, Persone normali, tradotto in quarantasei lingue e adattato dalla Bbc in una serie tivù di altrettanto successo, ha deciso di non concedere i diritti per la traduzione della sua terza prova narrativa, Beautiful world, where are you, all’editore israeliano che aveva pubblicato i primi due. Motivazione: l’autrice vuole appoggiare il movimento Boycott, Divestment, Sanctions (Bds), la cui campagna lavora per “mettere fine al sostegno internazionale all’oppressione del popolo palestinese da parte di Israele”. C’era già stato qualche precedente di scrittori che rifiutano di essere pubblicati nello Stato ebraico per protesta contro la politica del governo di Gerusalemme nei confronti dei palestinesi: una decisione analoga fu presa da Alice Walker nel 2012 per il suo romanzo Il colore viola. E nel maggio scorso 600 musicisti, tra cui la cantante Patti Smith, hanno firmato una lettera aperta promuovendo il boicottaggio delle istituzioni culturali israeliane giudicandole “complici” della politica del proprio governo nei riguardi dei palestinesi.

Ma al boicottaggio deciso in ottobre da Sally Rooney con il suo romanzo hanno risposto questa settimana le due maggiori catene di librerie di Israele, Steimatzky e Tzomet Serafim, decidendo di rimuovere dal proprio sito e dalle proprie 200 librerie i suoi libri precedentemente tradotti in ebraico, Persone normali e Parlarne tra amici. “Siamo una casa affettuosa e aperta verso ogni opera letteraria che abbia amore per la parola scritta”, afferma un comunicato di Steimatzky, “ma dal momento in cui ci è stata segnalata la decisione di Rooney abbiamo ritenuto di rispondere così”. Occhio per occhio, libro per libro, parafrasando le sacre scritture. La casa editrice Modan, che ha pubblicato i due primi romanzi della scrittrice irlandese e possiede azioni di Tzomet Serafim, una delle due catene di librerie che hanno rimosso i suoi libri, non commenta. Rooney non esclude di concedere a un altro editore i diritti per la traduzione in ebraico, ma a patto che non sia basato in Israele e che prenda le distanze “dall’apartheid contro i palestinesi”, come lei lo definisce.

Mentre la Campagna Palestinese per il Boicottaggio Accademico e Culturale di Israele, un’associazione che è tra i membri fondatori di Bds, si congratula con la scrittrice irlandese per la sua iniziativa, il movimento Bds, fra i cui sostenitori figurano il regista Ken Loach e il cantante Roger Waters, non è esente da critiche. Israele lo giudica chiaramente antisemita. Gli Stati Uniti lo accusano di volere la delegittimazione e distruzione di Israele. E il parlamento della Germania ha paragonato le sue iniziative alle campagne naziste contro gli ebrei all’epoca di Hitler. Perché, si chiedono i suoi oppositori, Bds mette nel mirino soltanto Israele, quando altri Paesi sono accusati dall’Onu di violazioni dei diritti umani? Circolano critiche specifiche anche del gesto di Sally Rooney. “L’essenza stessa della letteratura viene negata dalla sua scelta di escludere un gruppo di lettori per la loro identità nazionale”, osserva Gitit Levy-Paz della think tank Jewish People Policy Institute. “Non intendo dire che Rooney è antisemita o che ogni critica di Israele rappresenti antisemitismo, ma il tempismo della sua decisione, alla luce della crescita dell’antisemitismo in anni recenti, è pericoloso”. Anche l’agente letteraria Deborah Harris esprime dubbi sull’atteggiamento della scrittrice irlandese: “Quando un boicottaggio concerne gelato o cemento è un conto”, dice al New York Times, “ma quando si tratta di cultura faccio molta fatica a capire come possa essere produttivo nel cambiare le cose. Lo scopo dei libri è raggiungere la mente e il cuore della gente”.
 

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