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L’inchiesta che fa tremare il calcio. Juve, Cherubini dieci ore dai pm

TORINO — È un’inchiesta destinata a far tremare tutto il mondo del calcio quella avviata dalla Procura di Torino sulle plusvalenze da calciomercato realizzate dalla Juventus: su 322 milioni contabilizzati negli ultimi tre anni, 282 milioni arrivano da operazioni sotto la lente della Guardia di Finanza. Ma il faro della magistratura agisce in parallelo con quello della Consob e della Covisoc, la commissione di vigilanza sulle società di calcio, che ha segnalato alla procura della Federcalcio decine di operazioni sospette che riguardano anche altri club.

L’indagine torinese mira anche a capire i rapporti fra la Juve e Cristiano Ronaldo, ceduto quest’anno al Manchester United. Al vaglio dei pm anche le prestazioni di alcuni procuratori sportivi, per il sospetto che siano stati confezionati mandati fittizi per alcune trattative: dalle telefonate i pagamenti sembrerebbero non corrispondere alle operazioni concluse. La Juventus, recita una nota del club, “sta collaborando con gli inquirenti e con la Consob e confida di chiarire ogni aspetto, ritenendo di aver operato nel rispetto delle leggi e delle norme che disciplinano la redazione delle relazioni finanziarie, in conformità ai principi contabili e in linea con la prassi internazionale della football industry e le condizioni di mercato”. 

Juventus, nel mirino degli investigatori operazioni per 282 milioni. Le intercettazioni: “Dovevi fa’ le plusvalenze”

L’inchiesta della Procura, per falso in bilancio, false comunicazioni sociali e false fatturazioni è nata a maggio da articoli di giornale, e riguarda in gran parte le “operazioni a specchio”, ovvero gli scambi di calciatori, e le cessioni di giovani dell’Under 23, la seconda squadra della Juventus che gioca in Serie C. 

Il primo a essere convocato in procura come testimone è stato Federico Cherubini, nuovo direttore sportivo subentrato a Fabio Paratici di cui era il braccio destro. Un ruolo chiave il suo come dimostra l’audizione di ieri che lo ha visto dieci ore sotto il torchio dei tre pm. Il verbale è stato secretato. Verranno ascoltati ora gli altri dirigenti Maurizio Arrivabene, Giovanni Manna e Paolo Morganti

Caso plusvalenze, domande e risposte: ecco cosa rischia la Juventus

Le indagini si allargano ai club che hanno concluso le operazioni sospette con i bianconeri. Tre mesi di intercettazioni nel periodo chiave del mercato hanno portato gli investigatori a ritenere che alla Juventus spa sia stato messo in atto un vero e proprio “sistema” per far quadrare i conti, correggere le perdite e truccare i bilanci negli esercizi dal 2019 al 2021. Un sistema che per gli inquirenti porta una firma precisa, quella di Fabio Paratici, ora al Tottenham, che fino a maggio scorso ricopriva il ruolo di dirigente “con responsabilità strategica”: chief football officer prima e managing director della Juventus.

Secondo i pm Mario Bendoni, Ciro Santoriello e l’aggiunto Marco Gianoglio, sarebbe stato lui “l’artefice della pianificazione preventiva delle plusvalenze” che avrebbero permesso alla società di assicurarsi “un ingiusto profitto nei bilanci, nelle comunicazioni dirette ai soci esponendo consapevolmente fatti materiali non rispondenti al vero sulla situazione economica patrimoniale della Juventus”. E ai sei indagati, tra cui il presidente Andrea Agnelli e il suo vice Pavel Nedved, è contestata la “consapevolezza” del sistema di ricavi fittizi ricavi per camuffare perdite di esercizio e aiutare così la Juventus a uscire dall’affanno. 



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