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L’incontro del disgelo tra Draghi e Letta. Il leader dem: “Fuori strada chi parla di tensione”

La Republica News
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L’orologio non mente. E’ la durata dell’incontro tra Mario Draghi ed Enrico Letta a testimoniare che non di pura formalità s’è trattato, ma di un passaggio necessario a chiarire le incomprensioni degli ultimi giorni e concordare le modalità perché non accada più. Oltre un’ora di faccia a faccia – “lungo e proficuo” lo definirà alla fine il leader del Pd – sollecitato dopo il brutale stop del premier alla dote per i 18enni (con strascico ulteriore sulla proroga dei licenziamenti), utile a entrambi per ritrovare quella consuetudine di rapporti consolidata nel tempo.

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Quando Letta rientra al Nazareno, per la riunione della segreteria su amministrative e riforma del fisco, lo dice chiaro ai suoi: “Chi prova a raccontare accenti di ostilità o di tensione tra il Pd e il presidente del Consiglio è completamente fuori strada”. Si è reso conto, alla luce degli ultimi avvenimenti, che c’è qualcuno che prova a seminare zizzania, a mettere in discussione il ruolo del Partito democratico come architrave del governo di unità nazionale: una trappola in cui lui non intende più cadere. Tanto più che Draghi si è mostrato molto attento, all’ascolto e al dialogo. E infatti: “Sintonia piena e determinazione ad accelerare le riforme su giustizia, fisco, lavoro e semplificazioni che sono alla base del patto con l’Ue, riforme per le quali porteremo le nostre idee e troveremo le migliori sintesi”, twitta il segretario per comunicare al mondo che pace è fatta. Basata sulla “massima lealtà”, come non ha mancato di ribadire al premier – poiché questo governo è “il più europeista della storia”, porta avanti valori e principi in cui il Pd si riconosce appieno – ma che ha anche bisogno di franchezza.

Ragion per cui Letta non arretrerà sul fronte dell’iniziativa politica, continuerà a offrire contributi e idee: spetterà poi al presidente del Consiglio trovare il giusto equilibrio fra le forze della sua eterogenea maggioranza. “Con Draghi abbiamo condiviso un metodo”, andrà poi a spiegare in tv: “Noi portiamo le nostre proposte e lavoriamo nella stessa direzione”. A cominciare da quella della dote ai 18enni, da includere nella riforma del fisco complessiva: “Nessuno del ceto medio verrà toccato”, insiste il segretario del Pd. Confortato soprattutto dal segnale arrivato sul decreto Semplificazioni, dal quale nel corso della cabina di regia a palazzo Chigi sono state stralciate le norme sulla liberalizzazione dei subappalti e il massimo ribasso. “Un ottimo segnale, l’avevamo chiesto con forza”, twitta soddisfatto Letta. La prova che con Draghi è vero disgelo



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