Linsaziabile Ronaldo 746 gol in carriera raggiunto Puskas il prossimo obiettivo e Pele

L’insaziabile Ronaldo, 746 gol in carriera: raggiunto Puskas, il prossimo obiettivo è Pelé

La Republica News
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Ronaldo è uno che ai record dedica tutto, inclusa la banalità di un gol in un’amichevole con Andorra: tutti gli altri big hanno saltato un turno ma lui no, la sua ossessione di eternità lo ha invogliato anche a giocare la partita più insulsa, ma che fa numero. La sua è una carriera per accumulo, da stipare di titoli e primati: più che goderseli, li persegue affinché la sua figura venga consegnata all’immortalità. Vuole che sia la cruda oggettività delle statistiche, che non fanno differenze tra segnare ad Andorra o al Maracanà, a dichiararlo il migliore di ogni epoca. Non smetterà di giocare finché i numeri non gli daranno ragione.
All’inseguimento di Pelè
Con la rete ad Andorra – un colpo di testa a 5′ dalla fine per il 6-0 alla nazionalina dello staterello pirenaico (la partita finirà 7-0) – Cristiano ha raggiunto il mitico Puskas a quota 746 (in 1.023 partite), diventando il quarto marcatore assoluto di tutti i tempi. Il prossimo da prendere sarà Pelè, che è 21 gol sopra, terzo in classifica, a 767: ragionevolmente, ci può riuscire entro la fine di febbraio, se mantiene la sua abituale media di poco meno di una rete a partita (in questo scorcio di stagione, è superiore: 9 centri in 9 gare). Il sorpasso a Romario, che è secondo a quota 772, avverrà a stretto giro, prima che cominci la primavera.

Il record di Bican: 805 gol
A quel punto, a CR7 resterà da raggiungere il ceco, ma austriaco di nascita, Josef Bican, che tra il 1928 e il 1955 segnò, in base a ricostruzioni statistiche successive, addirittura 805 volte. Calcolando anche le amichevoli di rango, che al tempo sostituivano di fatto le coppe internazionali, il più prolifico centravanti mai esistito arriverebbe a sfiorare quota 1500, ma il dato che interessa a Ronaldo è quello ufficiale, ed è quello che ha messo nel mirino. Gli mancano 59 gol: lui può tranquillamente farli nel giro di un paio d’anni, giusto il tempo che scada il contratto con la Juventus (30 giugno 2022). Ma non si fermerà, perché gli rimane l’ambizione segreta di arrivare a 1.000. Mille e non più mille.

La prima rete 18 anni fa, la più bella alla Juve
Cristiano segna più o meno ininterrottamente dal 7 ottobre 2002: aveva 17 anni, 8 mesi e 2 giorni e realizzò la seconda delle tre reti dello Sporting Lisbona alla Moreirense. Aveva esordito nel campionato portoghese appena otto giorni prima. Il gol più bello della sua vita resta, per acclamazione, la siderale rovesciata che sciolse di invidiosa ammirazione lo Juventus Stadium: era la primavera del 2017 e lui era ancora la stella del Real Madrid. Quello a cui è più legato è quel fantasmagorico colpo di testa nella semifinale di Euro 2016 tra Portogallo e Galles (2-0): quel titolo europeo lo considera il più importante della sua carriera, anche se lui in finale uscì molto presto per infortunio. Ma con il suo fluido magico riuscì a far fare la rete decisiva al suo modestissimo sostituto, Eder. Fu l’unica volta che pianse dopo una vittoria.
I primati in Champions, tranne uno
Ronaldo ha fatto massa di reti copiose durante amichevoli facili della sua nazionale, ma è implacabile nel marchiare le partite che contano: per dare un’idea, nella fase a eliminazione diretta della Champions l’ha messa dentro 67 volte (secondo ma lontano è Messi: 47). Non è un caso che, da quando è in Italia, tutti i gol della Juve dagli ottavi in poi li abbia realizzati lui. Naturalmente, nella massima competizione europea Cristiano ha segnato come nessun altro (131), ma c’è un record che ancora gli sfugge, che lo rode e che sarà dura riuscire a battere: sono i le reti segnate in finale di Coppa dei Campioni, perché Di Stefano e Puskas ne hanno fatte 7 (tutte con il Real, e l’ungherese addirittura in cinque finali diverse) mentre lui è a quota 4: una nel 2008 con il Manchester (contro il Chelsea), una nel 2014 (la “Decima” del Madrid, nel derby finale con l’Atletico) e due nel 2017 a Cardiff, facendo secchi la Juve  e Buffon. Arrivare a 7 è arduo ma non impossibile, nella sua ottica: in fondo basta dargli ancora una possibilità, l’opportunità di una tripletta. In carriera ne ha già fatte 54, ma vanta anche due cinquine e otto poker.

Ali Daei sempre più vicino
Segnando ad Andorra, in nazionale CR7 è arrivato a 102. Da tempo ha nel mirino l’iraniano Ali Daei, primatista mondiale dei gol segnati con la maglia nazionale: 109. Anche qui, manca poco.
L’incubo Messi
C’è solo un piccolo particolare che segretamente inquieta Ronaldo: si chiama Leo Messi. La Pulce di palloni in porta ne ha infilati 723, ha una media realizzativa leggerissimamente superiore (0,79 contro 0,73) ma soprattutto due anni in meno e quindi, in teoria, un po’ di tempo più. Azzardiamo una scommessa: Cristiano non smetterà di giocare, dunque di segnare, fino a quando non lo avrà fatto anche Leo.



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