L’Italia della pernacchia. La Russa fa il gladiatore

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Caro Merlo, spesso ritorna in ballo l’ironia se non l’astio nei confronti di quello che è stato definito “il governo dei migliori”. Certo non tutti i migliori erano i migliori. Ma non c’è dubbio che questo sia il governo dei peggiori, anche se non tutti i peggiori sono i pessimi.

 Sebastiano Sanguigni

Ancora tre settimane fa l’Italia era contagiata dalla sobrietà dell’agenda Draghi, dallo stile della distanza e della discrezione. Adesso ogni giorno c’è uno svalvolato del governo che sbrocca, con la Francia dice il ministro della Difesa Crosetto siamo “in lite di condominio”… Per i giornalisti è uno spasso questo gran ritorno dell’Italia della pernacchia (che alla fine è  la nostra ghigliottina).

Caro Merlo, non sono certo una politologa, ma mi domando: non si potrebbe proporre alla candidata Letizia Moratti un programma di alcuni punti degni ineludibili di un partito di sinistra, tipo riorganizzazione sanitaria pubblica (senza privilegio del privato)? Se la candidata sottoscrivesse un programma di tale fatta, si potrebbe anche appoggiarla, penso. (Comunque io non  voto in Lombardia, ma in Zaialand).
Daniela Volante

Ci sono molte compatibilità tra una buona amministrazione di destra e una di sinistra, ma nessuno programma comune e nessun contratto notarile può far diventare Letizia Moratti “di sinistra”. La signora non è trasformista. Se la si vuole, la si prenda com’ è.

Caro Merlo, ieri lei ha interrotto, “per proteggerla”, la lettrice Mirella Magno di Bari che, a proposito dello sfogo contro i vaccini del farmacista sottosegretario Marcello Gemmato, le scriveva così: “questi non sono fascisti o postfascisti, questi sono c…”. Caro Merlo, cosa c’era scritto a completare quella “c”? Carini, composti, cordiali, coraggiosi? Ora il farmacista Gemmato ha raccontato a Michele Bocci che è vaccinato e che “non cado nella trappola di schierarmi a favore o contro i vaccini” era solo “un modo di dire”. Caro Merlo e cara signora Magno, Gemmato ci ha dato la conferma: è un vero “c…” 

Mirella Magno – Bari

Confuso.

Caro Merlo, propongo il presidente Mattarella santo subito.

 Alberto Tamagno – Genova

L’attacco al presidente Mattarella è appena cominciato. E La Russa si sente Russell Crowe, il gladiatore: “Al mio segnale scatenate l’inferno”.

Caro Merlo, frequento il “Centro Astalli” di Palermo come volontaria. La mattina serviamo la colazione a donne e uomini a cui manca quasi tutto, con le famiglie separate dalla burocrazia. Ogni tanto, oltre ai “soliti”, ce ne sono di nuovi, arrivati chissà da dove e come: risate, chiacchiericci, mai una parola fuori posto, un tono sbagliato. Clandestini, irregolari, hanno rischiato la pelle su imbarcazioni di fortuna… L’Italia, che è un grande Paese con un gran cuore, non può permettersi di giocare sulla disperazione e sulla miseria altrui, per biechi scopi elettorali.

Cristina Cusimano – Palermo

Li chiamiamo clandestini perché il nostro lessico è povero e spaventato come noi. L’immigrato, che alla luce del sole è senza documenti, appena sbarca diventa clandestino, penalmente responsabile della sua miseria. Per lui c’è “l’umanità e la fermezza” del ministro-prefetto Piantedosi, che ieri alla Camera l’ha spiegato molto bene: a lui i clandestini non lo faranno fesso.

Migranti, Lars Castellucci: “Meloni decida se è un premier o una provocatrice, la solidarietà europea non le è dovuta”

Caro Merlo, “Raga , ne ho fatte di ogni !” Propongo per entrambe la ghigliottina.

Silvia Franco

Ghigliotttina.

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