Livorno, 36 anni fa la beffa del secolo dei falsi Modì

La Republica News

Lo scherzo del secolo compie 36 anni. Il 24 luglio 1984 in un canale di Livorno vengono ritrovate delle teste attribuite a Modigliani, l’artista morto a Parigi nel 1920 dallo stile inimitabile. A scolpirle per scherzo erano stati Angelo Froglia, giovane pittore locale, e un gruppo di amici che avevano organizzato lo scherzo. La burla divenne in realtà il caso culturale di cui quell’estate tutta l’Italia parlò e illustri critici d’arte, tra cui Giulio Carlo Argan, attribuirono a Modigliani la paternità delle opere. A smentirlo qualche mese dopo furono i veri autori della beffa, che si confessarono prima a Panorama e poi in tv e in diretta scolpirono di nuovo teste simili a quelle gettate nel canale.Tutto partì dal dragaggio del Fosso Reale voluto dai fratelli Vera e Dario Durbè in occasione del centenario della nascita di Modigliani per verificare la leggenda che diceva che l’artista avesse gettato nel canale alcune sue sculture nel 1909, quaqndo fece ritorno nella città natale per un breve periodo. Nel canale vennero effettivamente ritrovate tre teste scolpite nel tipico stile Modì, che vari critici tra cui Argan e Cesare Brandi, attribuirono all’artista mentre Federico Zeri sostenne che non fossero originali. Un mese dopo il ritrovamento, tre studenti universitari livornesi si presentano alla redazione del settimanale Panorama dichiarando la burla e presentando come prova della falsificazione una fotografia che li ritrae nell’atto di scolpire una delle teste, ricevendo, come compenso per lo scoop, dieci milioni di lireLa cosiddetta “testa numero 2” era opera loro, realizzata per burla con banali attrezzi prima di essere gettata nottetempo nel Fosso Reale e come prova mostrarono una fotografia che li ritraeva con la scultura. Di fronte alle perplessità suscitate tre di loro furono invitati a creare in diretta un nuovo falso, durante uno Speciale TG1, al fine di dimostrare con i fatti la loro capacità di realizzarlo in “così poco tempo” (come riteneva invece impossibile Vera Durbè, la quale fino alla morte si riterrà convinta, almeno apparentemente, dell’originalità delle tre teste).Successivamente anche Angelo Froglia (morto nel 1997), l’autore delle altre due “teste”, uscì dall’anonimato, spiegando che il suo non voleva essere uno scherzo ma un’operazione di tipo estetico culturale per mettere alla prova il sistema dei mass media. Anche lui mostrò un filmato in cui scolpiva le teste.Oggi uno degli studenti che partecipò allo scherzo, Pier Francesco Ferrucci, è direttore dell’unità di Oncologia del melanoma allo Ieo, l’istituto fondato da Umberto Veronesi a Milano Nel 2011 il regista Giovanni Donfrancesco ha realizzato il film documentario Le vere false teste di Modigliani che ricostruisce la vicenda. Su Repubblica Beniamino Placido dedicò al caso un interessante e divertente articolo.


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