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Londra, rieletto il sindaco Sadiq Khan. Ora l’obiettivo è “ripopolare la capitale”

La Republica News
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EDIMBURGO – Una delle poche buone notizie per il Labour dopo la catastrofe registrata nell’Election Day di giovedì è che Sadiq Khan è stato rieletto sindaco di Londra. Il cinquantenne figlio di genitori pachistani, secondo le proiezioni della Bbc, non avrebbe però vinto nettamente come ci si aspettava contro il candidato conservatore Shaun Bailey, bensì grazie alle seconde preferenze che si indicano sulla scheda elettorale della capitale. 

Anzi, nelle ultime ore sembrava che la rielezione di Khan fosse in discussione, perché i conservatori, sulla cresta dell’onda di quest’ultimo trionfo elettorale del partito e di Boris Johnson, avevano messo in giro voci di un risultato molto in bilico. In realtà, anche se la forchetta con Bailey è stata più stretta del previsto, la vittoria non è mai stata in discussione. Tuttavia, sembra chiara una riduzione dei consensi dei londinesi nei suoi confronti rispetto al 2015, tanto che il suo partito nell’assemblea della capitale ora avrebbe perso un seggio, mentre Conservatori, Verdi e Liberaldemocratici ne avrebbero guadagnato uno.

Khan è sempre stato un sindaco con un consenso piuttosto ampio e trasversale in città, ma negli ultimi due anni è stato messo sotto accusa per l’avanzante piaga degli accoltellamenti a Londra, soprattutto tra gli adolescenti delle periferie, che hanno raggiunto livelli record negativi e che hanno scosso la popolazione. Il sindaco, nella circostanza, ha incolpato soprattutto i tagli alla polizia da parte dei recenti governi conservatori. Soprattutto dopo la pandemia, Khan ha esteso i suoi piani “verdi”, per ridurre l’inquinamento a Londra, e ha esteso sensibilmente zone pedonali e piste ciclabili, mentre allo studio c’è una nuova tassa per gli autoveicoli che entrano nella capitale.

Come ha dichiarato in una recente intervista a Repubblica, il suo primo obiettivo da sindaco rieletto sarà quello di “ripopolare Londra”, dalla quale molti sono fuggiti appena esplosa la pandemia da Covid, che nella capitale ha ucciso almeno 19mila londinesi e ne ha contagiate 720mila. A causa del coronavirus, dello “smartworking”, della City deserta, e anche della Brexit, la popolazione della capitale britannica potrebbe restringersi, per la prima volta dal 1988, di oltre 300mila cittadini, per scendere a 8,7 milioni di abitanti. Insomma, ritorna lo spettro del declino per Londra, già temuto un paio di volte nel XX secolo. 

Ma Khan non è d’accordo: “La capitale britannica ha tantissimi punti a favore: la sua geografia, il fuso, il suo ecosistema, i servizi legali e finanziari, le università, i locali, la cultura, lo stile di vita, l’hi-tech. Ora però”, ci ha detto, “bisogna salvare il centro città, che resta il cuore di una capitale come Londra. In estate e autunno lanceremo una massiccia campagna per convincere le persone a tornare a vivere, mangiare, fare shopping, bere con gli amici, nel centro di Londra. Prima della pandemia avevamo 5 milioni di persone al giorno che prendevamo la metropolitana e i treni e 4 milioni gli autobus (oggi a Londra si è ancora sotto il 50% da quegli standard, ndr). È cruciale tenere il virus sotto controllo, rendere Londra una città sicura dal Covid e far dunque prendere coraggio alle persone per uscire di nuovo dalle proprie case”.



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