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Londra, Wembley guida la riscossa degli stadi aperti in Europa

La Republica News
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LONDRA – I pub riaprono lunedì prossimo, perlomeno quelli con uno spazio all’aperto. Ma poco più in là, il 18 aprile, in Gran Bretagna la gente inizierà anche a tornare allo stadio. Quel giorno a Wembley, per una delle due semifinali della Coppa d’Inghilterra fra Leicester e Southampton, 4 mila spettatori saranno ammessi nel tempio del football: meno del 5 per cento della capienza di un impianto da 90 mila posti, eppure viene celebrato come una svolta. Il calcio con il pubblico ricomincia da lì.

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Da 8 a 21 mila spettatori entro il 15 maggio

La domenica successiva, 25 aprile, si aumenta: 8 mila spettatori, sempre a Wembley, per la finale della Coppa di Lega, il terzo titolo per importanza assegnato annualmente dal pallone inglese, fra Manchester City e Tottenham. E poi, ancora a Wembley, un altro rialzo, il 15 maggio, 21 mila persone per la finale della Coppa d’Inghilterra tra la vincente di Leicester-Southampton e la vincente di Chelsea-City. Sono tre test fondamentali, dicono le autorità sportive, sanitarie e di governo britanniche, per programmare il graduale ritorno agli spalti pieni o parzialmente pieni in tutti gli stadi: prima in occasione degli Europei di questa estate, un torneo itinerante che ha due sedi a Londra e Glasgow nella fase di avvio ma potrebbe aggiungerne altre se, come sembra, qualcuna delle altre non sarà in grado di ospitare pubblico a causa della pandemia, Dublino la prima a dare segnali di incertezza in questo senso (potrebbe essere sostituita dallo stadio londinese del Tottenham); e che comunque giocherà a Londra, nella splendida cornice di Wembley, le semifinali (6 e 7 luglio) e la finale (11 luglio). Quota minima di spettatori richiesta per il campionato europeo: 25 per cento. Se gli esperimenti delle prossime settimane avranno successo, tuttavia, Wembley potrebbe riempirsi anche di più.

Londra favorita nell’Europeo del vaccino

L’Inghilterra da questo punto di vista gioca il ruolo della favorita: perché ha la campagna di vaccinazione più avanti in tutto il continente, con 31 milioni di prime dosi già somministrate (e 5 milioni e mezzo di persone che ne hanno ricevute due), il vistoso calo nella curva dei contagi (ieri 2500) e delle vittime (ieri 20), il ritorno alla normalità a partire dal 12 aprile con la riapertura di pub, ristoranti e negozi. La riapertura di (quasi) tutto è prevista per il 21 giugno. In condizioni simili, se la situazione non peggiora, il ritorno allo stadio è meno rischioso che altrove.

Il test per tornare a una Premier normale

Ma la Football Association non vuole correrne per niente, di rischi, e i tre test di aprile e maggio serviranno appunto a verificare in che modo garantire la sicurezza del pubblico nelle arene sportive al tempo del Covid, per quanto il virus qui appaia in declino. Ci saranno norme per il distanziamento sociale, corridoi per l’ingresso e l’uscita, possibili tamponi rapidi all’entrata e altre misure dirette a garantire che il pericolo di contagi sia mantenuto al minimo. Senza impedire il lato collaterale dello spettacolo in campo, ovvero l’acquisto di bibite, cibo e souvenir all’interno di Wembley. Tutto questo, naturalmente, pensando non solo agli Europei, ma anche e soprattutto alla Premier League della prossima stagione, che in agosto spera di avere di nuovo il tifo dal vivo, non quello artificiale e registrato che ha scandito le gare di quest’anno.   



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