Lorenzo Viotti: “Uso ogni mezzo per sedurre il pubblico giovane”

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«Purtroppo, sono uno che non ha paura». Col maglioncino a girocollo, il merengue scelto come sottofondo nel teatro di posa milanese dove ci incontriamo, il maestro Lorenzo Viotti si ritrova d’improvviso a parlare non di musica bensì di cavalleria, quasi rusticana. Di ciò che è inatteso, insomma. Perché il fatto che sia un’anima delicata e piena appare ovvio, e lo si capisce da come dirige le sue orchestre, a trentun anni soltanto, con quel rombo che fa arrivare dal fondo, i tamburi importanti quanto i violini (lui stesso è un ex percussionista), le singole parti che si sollevano dall’insieme come funghi differenti in un prato, dopo una notte di pioggia (la similitudine, detta ad alta voce,…

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