Lotteria scontrini rinviata a febbraio piu tempo per aggiornare i registratori di cassa

Lotteria scontrini rinviata a febbraio, più tempo per aggiornare i registratori di cassa

La Republica News
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ROMA – Il Governo e l’Agenzia delle Entrate danno più respiro agli esercenti sul fronte degli adeguamenti dei registratori di cassa telematici. Ecco perché l’attuale testo del decreto Milleproroghe, approvato mercoledì dal Consiglio dei ministri, ha spostato di un mese – a febbraio 2021 – l’avvio della lotteria degli scontrini. Meno in vista, ma comunque utile e richiesto dagli esercenti, anche il rinvio di ben tre mesi dell’obbligo a usare il nuovo tracciato telematico. L’Agenzia delle Entrate l’ha spostato al primo aprile 2021.

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L’obbligo all’invio telematico
Va però innanzitutto chiarito un equivoco in cui alcuni siti di informazione sono caduti, alla notizia di questi rinvii. “Non c’è stato alcuna proroga del termine del periodo transitorio per l’invio telematico dei corrispettivi (sconti)”, dice Luca Benotto, commercialista esperto di fisco digitale.
“L’obbligo è già in vigore in teoria da luglio, per gli esercenti con meno di 400mila euro di fatturato (e da gennaio 2020 per quelli maggiori), ma le sanzioni sono state prorogate fino al primo gennaio 2021”, spiega.
In pratica, significa che a gennaio scatteranno le sanzioni a tutti gli effetti per chi ancora non fa invio telematico degli scontrini. Una novità del resto nota al settore già dal 2016.
“Secondo mie stime, quest’obbligo però è già ben digerito dal mercato. Credo che la quasi totalità degli esercenti abbia un registratore di cassa telematico”, dice. Chi fa poche transazioni (gli artigiani, ad esempio), può ricorrere allo strumento gratuito sul sito dell’Agenzia delle Entrate, che richiede un inserimento manuale.

Lotteria degli scontrini e nuovo tracciato
Il problema principale lamentato dagli esercenti – vedi le proteste veicolate da Confcommercio e Confesercenti nelle ultime settimane – riguarda perlopiù un altro obbligo. Quello di adeguamento del software del registratore telematico a due novità: la lotteria e il nuovo tracciato telematico (versione 7.0).
Confesercenti ha riferito che i tecnici prendono da 50 a 250 euro circa per fare quest’adeguamento, che in tempi di pandemia e lockdown è particolarmente gravoso per molte categorie.
Il Governo ha dato un credito d’imposta del 50 per cento, ma fino a 250 euro in caso di sostituzione del registratore e di 50 euro per l’adeguamento. La sostituzione può costare dai 200 ai mille euro circa. Per altro, il termine per avvalersi del credito scade il 31 dicembre; chi sfrutta la proroga perderebbe quindi il risparmio fiscale (salvo possibili rinvii nel testo definitivo del Milleproroghe, ancora non disponibile).
Se il software del registratore non è aggiornato alla lotteria, l’esercente non può inserire il codice dell’utente e quindi gli scontrini non valgono come biglietti. Resta possibile inserire il codice sul servizio gratuito dell’Agenzia, ma come detto non è fattibile in caso di molte transazioni giornaliere.
Non ci sono sanzioni per gli esercenti che rifiutano il codice della lotteria. Ma il legislatore prevede la possibilità per gli utenti di segnalarli per un controllo fiscale. La ratio – che gli esercenti contestano – è che chi non accetta il codice è particolarmente sospetto in termini di rischio evasione fiscale. Il Milleproroghe rimanda però a marzo questa possibilità per i consumatori.

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Chi non si adegua al nuovo tracciato – ora dal primo aprile – non potrà invece mandare i corrispettivi e quindi adeguarsi all’obbligo. Il sistema rifiuterà quelli con il vecchio tracciato (6.0), quindi. Scatteranno allora le sanzioni previste per chi non manda i corrispettivi in via telematica, pari al 100% dell’imposta relativa all’importo non correttamente documentato con un minimo di 500 euro.
“Il nuovo tracciato serve all’Agenzia per fare quadrare meglio le informazioni varie ricevute telematicamente e le liquidazioni iva; ne potenzia quindi le funzioni di controllo”, spiega Benotto. “Nel vecchio tracciato ci sono scenari in cui lo scontrino non quadra con la dichiarazione Iva. Ad esempio, non viene indicato che è corrispettivo non riscosso un pagamento con ticket restaurant”.



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