Lupo inseguito e ucciso nel parco naturale Uno scempio. Era appena stato avviato censimento

Lupo inseguito e ucciso nel parco naturale: “Uno scempio”. Era appena stato avviato censimento

La Republica News
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L’accanimento di chi ha sparato almeno due colpi di fucile caricato a pallettoni è evidente anche nei segni degli pneumatici che i carabinieri forestali e i volontari del Wwf hanno trovato sul terreno in località Bosco lago cupo, nel territorio di Altamura.

Lì, su un terreno seminato nel cuore del Parco nazionale dell’Alta Murgia, dov’è stata ritrovata la carcassa di un lupo femmina, ammazzato prima di Natale dopo essere stato inseguito dai presunti bracconieri probabilmente a bordo di un fuoristrada. “Si vedono bene le orme del lupo e le tracce degli pneumatici: quella giovane lupa è stata ammazzata a bruciapelo, non c’è dubbio. Prima inseguita, poi affiancata, quindi ammazzata”, racconta Pasquale Salvemini, 53 anni, presidente del Wwf Molfetta e componente del direttivo regionale del Wwf.

È il volontario che martedì 29 dicembre, su incarico del Servizio veterinario dell’Asl Bari, ha trasportato la carcassa della lupa all’Osservatorio faunistico regionale di Bitetto. Toccherà agli esperti della Regione fare gli accertamenti sull’età e la specie dell’esemplare, innanzitutto. Secondo le prime stime, quello che il proprietario del terreno ha ritrovato il 23 dicembre è un lupo d’Italia: “Non un ibrido. È un bellissimo esemplare di una giovane lupa”, scandisce Salvemini. È possibile che abbia tra i due e i quattro-cinque anni al massimo. Di certo c’è che Giuliano Palomba, comandante del reparto carabinieri Parco nazionale Alta murgia, ha avviato le indagini per risalire alla mano di chi ha premuto il grilletto. 

“La cosa assurda è che da due mesi abbiamo iniziato il censimento del lupo e stiamo setacciando palmo a palmo il territorio del Parco”, dice un investigatore. Finora i militari hanno individuato due famiglie di lupi da tre-quattro esemplari ciascuna. Sono una decina in tutto, ai quali vanno aggiunti gli esemplari di oltre un anno e mezzo che si muovono in solitaria e che non è stato ancora possibile quantificare. Il monitoraggio è partito a ottobre.

Ed è la prima volta, da quando il lupo è stato protetto, che le istituzioni nazionali uniscono le forze per fotografarne distribuzione e consistenza dalle Alpi alla Calabria, utilizzando disegni di campionamento e protocolli standardizzati avanzati messi a punto dall’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Il censimento voluto dal ministero dell’Ambiente coinvolge l’Ispra, la Regione, i carabinieri forestali e lo stesso ente Parco. Una missione di grande interesse scientifico.

“Perché il lupo è una delle specie più conosciute in Italia, ma anche una delle più elusive e difficili da studiare”, annota Piero Genovesi, responsabile del Servizio coordinamento fauna selvatica dell’Ispra. Ricercatori e istituzioni dovranno completare la mappa del lupo entro marzo. Ma in Puglia il censimento conterà un lupo in meno. Per mano di bracconieri senza scrupoli.



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