M5S Conte: “Con Grillo non ci sono rotture sullo Statuto”

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“Con Grillo non c’è nessuna rottura”. Giuseppe Conte nega dissidi e contrasti con il fondatore e garante del Movimento Cinque Stelle sul nuovo statuto. L’ex presidemte del Consiglio, leader in pectore dei grillini proprio su indicazione di Grillo, cerca di spegnere l’incendio scoppiato nel Movimento dopo che sono circolate le bozze del nuovo Statuto che ridimensionerebbe il il ruolo del fondatore e del garante. Lo fa entrando al Senato per un confronto con il gruppo grillino di Palazzo Madama. Con Beppe Grillo, dice Conte, “non dobbiamo ricucire, non abbiamo mai rotto. Il dialogo c’è ed è continuo. Spero di vederlo presto. Sullo Statuto stiamo lavorando ai dettagli”.

Il M5S a rischio crac. Torna l’ipotesi di un partito di Conte

L’inconro è stato richiesto da tempo dal  presidente del gruppo 5 Stelle al Senato Ettore Licheri. Conte coglieròà l’occasione per carlarsi anche nella battaglia autunnale delle Regionali e incontrerà la candidata alla presidenza della Regione Calabria, Maria Antonietta Ventura. L’ex presidente del Consiglio troverà un clima surriscaldato anche dal ritorno di interesse intorno alla nascita di un suo partito. Conte prima di entrare in Senato ci scherza anche sopra: “Ve lo do io il partito”, dice ai cronisti che lo circondano.

I sondaggisti però tornano a discutere di quanto possa valere realmente un partito guidatoi da Conte. “La cosa non è semplice perché Giuseppe Conte gode di una grande popolarità che si è guadagnato mentre era presidente del Consiglio”, dice Renato Mannheimer. “Ha avuto vertici enormi di popolarità – spiega -, tanto che a suo tempo, mentre era premier, un suo partito era stato stimato da qualcuno al 20%”,

Secondo Mannheimer, “non essendo più presidente, la sua popolarità diminuisce ma resta ancora alta. Certo, le elezioni sono tra molto tempo, 2 anni, e conservare senza ruoli questo livello di popolarità per due anni è un’operazione difficile. Magari Conte ci riesce, ma è difficile. È molto complicato dire quale sarebbe il voto per un possibile partito di Conte nelle elezioni tra due anni, ma se devo fare un azzardo direi tra il 5 e il 10%. Ma questo è un azzardo, un’opinione, non calcolo scientifico. Bisogna vedere come si muove. Conte è piuttosto bravo a muoversi e a comunicare e potrebbe fare grandi cose. Ma ricordiamoci sempre l’esempio di Monti che sbagliò la comunicazione quando fece la sua lista e perse tutta la popolarità acquisita”.

Nicola Piepoli, invece ne fa un discorso letterario. “Io lo reputerei una ucronia, un presente non esistente. Qualcosa che esiste solo nel mondo fantastico”. dice il presidente dell’omonimo istituto di ricerca, citando  lo scrittore statunitense Philip K. Dick. L’ucronia è genere narrativo basato sul concetto che la storia segua un corso alternativo rispetto a quello reale. Per esempio una vittoria del nazismo sugli Alleati,.

“Ci sono ucronie e utopie – spiega Piepoli  -, questa è ucronia. Conte, per quanto valido, senza lo scudo difensivo di un partito si troverebbe in una posizione diversa rispetto ad avere”, come avviene adesso con il M5S, “uno scudo che lo protegge”.

Attualmente, con il Movimento, continua Piepoli,  “lui protegge il partito ma il partito protegge lui. Creare uno scudo” ex novo, infatti, “è un’impresa titanica, neanche De Gasperi sarebbe in grado di fare questo. Io mi auguro per il bene di Conte, del M5S e del sistema-Paese che trovino un accordo. La guerra la vince chi non la fa, e Conte lo sa perché lo sta praticando. Perché vincere con la guerra quando ha creato un sistema opposto?”, conclude il sondaggista.

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