M5S, Conte sul governo Draghi: “Non sostenerlo sarebbe stato come voltare le spalle agli italiani”. E propone una riforma costituzionale

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Parla ancora Giuseppe Conte. Del nuovo M5S, della sua esperienza di governo e della riforma costituzionale. Questa volta, l’ex premier e ora capo politico in pectore del Movimento, spiega in tv il suo programma per rifondare il M5S e precisa: “Guidare una nuova forza politica, rifondarla, è una sfida altrettanto delicata” a quella della guida di un governo “Ma ho molto entusiasmo” e “vi sorprenderete” nel vedere “quella descritta oggi come una forza politica spaccata – dice ospite del programma di Giovanni Floris “diMartedì”, su La7 – In questi mesi ho lavorato con loro, ho fatto tantissime riunioni. C’è tantissimo entusiasmo e stanno arrivando tantissime aspettative di persone interessate a questo cambiamento del Movimento 5 Stelle”.

Conte e il nuovo M5S: “Non sarò un uomo solo al comando”. E sul governo Draghi: “Disorientati da alcune scelte ma lo sosteniamo”

Dall’esperienza presente a quella appena passata al governo. “Le ragioni della serenità con cui mi avete visto uscire da Palazzo Chigi sono state queste: ho sempre pensato che un eventuale Conte ter poteva realizzarsi a condizione di una forte investitura. Andare in Parlamento per fare promesse che non si potevano mantenere non aveva molto senso.
È chiaro che a quel punto lì si cambia schema”, ha detto nel programma di Giovanni Floris. E sulla fine del suo esecutivo ha aggiunto: “Ho pensato che la democrazia parlamentare funziona così, se una forza che sostiene la maggioranza fa venire meno il proprio appoggio in piena pandemia… ci sta anche questo, anche se molti italiani sono rimasti un po’ disorientati da questa iniziativa. Però è giusto così. Uno stallo per circa due mesi ha fatto molto male agli italiani, ha acuito le sofferenze. È chiaro” che ha predisposto “le condizioni per un governo di unità nazionale. Non rispondere a questo appello anche da parte di M5S – ha aggiunto l’ex presidente del Consiglio – sarebbe stato un volgere le spalle agli italiani. Ed è per questo che anche io mi sono predisposto a fare partire questo governo, fermo restando che rimangono quelle che sono le responsabilità. Negli ultimi mesi si parlava spesso di un rimpasto, è emersa una insofferenza da parte di una forza di governo. Ho sempre pensato che un Conte ter poteva realizzarsi solo a condizione di una forte, solida investitura”, ha commentato. Annunciando che “pubblicherò tutti i discorsi pubblici fatti, nel Conte I e nel Conte II. Vi sorprenderete: c’è una assoluta continuità, non ho mai cambiato registro. Ovviamente il contesto politico ti costringe a fare mediazioni diverse ma la mia linea è stata sempre quella. Nel Conte probabilmente I la mia voce era meno sonora, poi c’è stato un processo di maturazione personale” ma “posso assicurare che io non sono cambiato”, ha aggiunto Conte.

M5S, Conte rimette in gioco il Movimento: “Pronto il nuovo Statuto”

Capitolo Palazzo Chigi chiuso. Ora c’è la nuova avventura come capo politico del Movimento. E prima di tutto ha precisato: “Continuerò anche nel nuovo incarico a lavorare per il bene degli italiani. Sotto altra veste, con altro ruolo ma l’obiettivo è sempre quello: realizzare un grande processo riformatore che abbiamo avviato, completarlo, modernizzare il Paese, rendere la vita degli italiani più equa e vivibile”. Poi “tra le prime cose che farò se mi insedierò come leader io proporrò agli altri leader di ragionare su una riforma costituzionale che possa rafforzare il nostro sistema. Non è possibile che il sistema Italia sia affidato al singolo personalismo. Se proporrò il presidenzialismo? Non me lo faccia anticipare – ha risposto in tv – Qui c’è un problema di sistema, io mi sono confrontato in Ue con Rutte che era da dieci anni lì, la Merkel 15 anni. Noi abbiamo dei premier che si alternano. Lo sforzo fatto sul recovery Plan da un premier che ha vita breve è stato enorme”.

Il tratto distintivo del nuovo M5S saranno sempre “la legalità, l’etica pubblica, la lotta alle mafie. Singifica che c’è uno spazio sempre per la responsabilità politica che va distinta da quella penale”. Ci saranno poi “organi collegiali nuovi. Non vogliamo ricadere nelle tradizionali forme partito. Ci saranno luoghi di confronti anche per la linea politica”, ha osservato. Il doppio mandato? Il punto “non sarà nel nuovo Statuto. È un Codice Etico, subito dopo l’approvazione dello Statuto lavoreremo a riformulare quanto necessario per Codice etico e regolamenti. Affronteremo questo argomento. Nel M5S ci sono sempre stati vivaci discussione, a volte anche con qualche tratto di ingenuità. In altre forze politiche ci sono lotte di potere, quelle non sono sonore”.

Per quanto riguarda il centrodestra: “La polemica politica ci sta” ma “a me non interessa la polemica, a me interessa quali proposte avranno Giorgia Meloni e Fdi, quali proposte avranno Salvini e la Lega. Mi voglio confrontare con loro sulle proposte  ha detto ancora a ‘Di Martedì’ Giuseppe Conte – Col nuovo M5S non ci saranno più no pregiudiziali rispetto al passato, lavoreremo insieme per le soluzioni migliori nell’interesse del Paese”. E sull’allenza con il Pd: “Ci sono delle differenze col Partito democratico, perché noi avremo una chiara identità. Ci saranno punti di incontro e di divergenza. Sicuramente col Pd avremo la possibilità di dialogare costantemente e ritrovarci sempre a costruire un cammino che speriamo di intensificare in direzione comune”.

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