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M5S, continua la guerra con Casaleggio. L’accusa della ex sottosegretaria Liuzzi : “Rousseau diventa un partito autonomo”

La Republica News
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La guerra sui soldi diventa il pretesto per fondare un nuovo partito. Ne è convinta l’ex sottosegretaria grillina al Mise, Mirella Liuzzi, che su Twitter scrive: “Prendo atto che Rousseau, un servizio a disposizione del M5S e finanziato dagli eletti, ha deciso di creare un partito autonomo. Buona fortuna e buon percorso”. L’accusa a Davide Casaleggio si riferisce a un posto dell’associazione Rousseau sul Blog delle Stelle in cui viene pubblicato il Manifesto Controvento, “un codice etico di riferimento per la propria azione, ma anche un perimetro solido e ben definito di termini e condizioni di utilizzo dell’ecosistema Rousseau”. Un modo, si spiega, “per poter  esercitare pienamente quel ruolo di garanzia che consenta, da una parte, metodi e processi di partecipazione ancora più trasparenti e condivisi e, dall’altra, una sempre più attenta e intransigente tutela dei diritti di cittadinanza attiva e digitale dei cittadini”. Parole che, secondo la 5S Roberta Lombardi, rappresentano “uno strappo di Casaleggio dopo continue provocazioni”.

La battaglia Rousseau-M5S

Nel post di Rousseau si sottolinea che “è arrivato il momento di riattivare i motori e cominciare la nostra corsa controvento. Ogni fase servirà per irrobustire le ali, per potenziare la corsa, per chiarire l’orizzonte.
Ogni momento sarà aperto alle vostre critiche, ai vostri suggerimenti e ai vostri miglioramenti”. E l’associazione ha dato appuntamento agli iscritti grillini al 10 marzo, quando verrà appunto presentato il Manifesto Controvento.

Sembra essere questo l’epilogo della lunga battaglia tra Casaleggioe e Grillo, culminata nei giorni scorsi con la richiesta del presidente dell’associazione Rousseau al Movimento di 441.600 euro  “entro e non oltre il 3 marzo 2021”. Una somma che definisce “un primo conteggio per saldare il debito accumulato” da alcuni parlamentari grillini che non hanno versato alla piattaforma i 300 euro al mese di compenso dovuti.

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Una richiesta a cui i parlamentari grillini, stando a quanto riferisce l’Adnkronos, hanno risposto questa mattina inviando una lettera al capo politico reggente dei 5Stelle, Vito Crimi, per “risolvere il nodo Rousseau”. In molti vorrebbero infatti lasciare la piattaforma di Casaleggio, ma rischierebbero l’espulsione che si andrebbe ad aggiungere a quella dei dissidenti che hanno formato in Parlamento il gruppo L’Alternativa c’è.

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Il contro-manifesto di Grillo

Nello stesso giorno in cui sul Blog delle Stelle Rousseau pubblica il suo manifesto, il fondatore del Movimetno Beppe Grillo risponde con un suo post. Un intervento fiume. Che ha il respiro, e la sistematicità, di un programma. Il messaggio di fondo è chiaro: tracciare la rotta, anzi difenderla e confermarla visto che ogni punto affrontato spiega il perche’ di ogni scelta e ne sostiene la fondatezza. Si va dalla crisi del governo Conte all’ingresso in quello Draghi, dalle aspettative sul ministero della Transizione – tanto fondamentale da essere alla base del sì a Draghi, e da dare il titolo, con il suo acronimo, al torrenziale post, La rivoluzione MiTe del Movimento 5 stelle – al suo stesso ruolo di Garante del Movimento. Senza dimenticare il ruolo di Giuseppe Conte e la partita per le Comunali di Roma. Un serrare le file, dunque, per rimettere ordine in un periodo segnato da addii, scissioni, cause, liti.



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