M5S: da Di Maio a Raggi, tutti “primi” in qualcosa: ecco come si presentano i big candidati al Comitato di garanzia

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Agli albori del M5S era molto peggio, toccava presentarsi soli su un palco, a turno, davanti al pubblico degli attivisti nelle famose “graticole”; tutti, a parte gli attivisti della prima ora, erano degli autentici sconosciuti. Oggi invece per l’elezione del nuovo Consiglio di garanzia del Movimento, organo fondamentale per la vita interna al partito, i sei candidati individuati da Beppe Grillo hanno semplicemente scritto un proprio profilo, pubblicato sul sito dei 5 Stelle. Si tratta di una mini-autobiografia in terza persona, a beneficio di chi dovrà votarli (o meno). E si sa, non è mai facile descrivere se stessi. La tentazione generale è comunque quella di descriversi ‘primi’ in qualcosa.

M5S, il 16 settembre si vota il Comitato di garanzia: Di Maio, Fico e Raggi nella rosa. Il ministro: “Comunali? No un test per Conte”

Luigi Di Maio (sui social si è detto “onorato di questa candidatura, come sempre se avrò la vostra fiducia darò il massimo con determinazione e passione”) ha la descrizione più stringata. Premette subito: “Diventa attivista del MoVimento 5 Stelle fin dal primo V-day dell’8 settembre del 2007”. Insomma, si tiene a specificare la propria lontana origine doc, anche con quella V grossa, appunto quella del V-day, che stava per ‘vaffanculo’. Dopo, nota di compiacimento: “Nel 2013, a 26 anni, diventa il più giovane vice presidente della Camera dei Deputati”. La bio continua: “Tra le varie leggi di cui è firmatario, è stato il ministro che ha concepito e firmato il Decreto Dignità, il decreto per i diritti dei riders e il decreto legge che ha istituito il reddito di cittadinanza in Italia”. Tre misure di cui l’attuale ministro degli Esteri è evidentemente orgoglioso ma che, soprattutto, parlano al ‘cuorè dell’attivista.

Lo stesso fa Roberto Fico, che dopo aver specificato i propri studi e competenze pre-politica, parte da lontano: “Nel 2005 ha fondato a Napoli uno dei primi Meetup ‘Amici di Beppe Grillo’. Da quel momento il suo impegno, condiviso con tante persone, per il territorio, per battaglie a tutela dei beni comuni, dell’acqua pubblica e dell’ambiente e per il progetto del Movimento 5 Stelle è stato massimo”. Si va avanti fino all’elezione di terza carico dello Stato. Da presidente della Camera “ha lavorato sulla riduzione dei costi della politica, a partire dalla delibera che ha superato i vitalizi, sulle desecretazioni, lanciando il portale unico delle commissioni d’inchiesta, e sulla diplomazia parlamentare”. Anche qui, temi cardine per il popolo del M5S. Fico “sente forte – chiosa – la responsabilità dell’incarico al servizio del Paese perché convinto che le istituzioni siano punti di riferimento fondamentali per i cittadini, in particolare nei momenti più difficili come quello che stiamo vivendo”.

Virginia Raggi è “la prima sindaca donna della Capitale”. Sin dall’inizio della sua carriera politica da consigliera comunale del M5S “rivolge l’attenzione ai temi della trasparenza, della partecipazione e dell’inclusione soprattutto nei confronti dei minori e dei più fragili”. La sindaca “crede fermamente nella legalità. In merito sono molteplici i risultati raggiunti sotto la sua guida”. Ecco quindi una carrellata dei suoi successi alla guida di Roma, raccontati con una certa epicità: “Rilevanza mediatica internazionale hanno avuto le attività di contrasto alla criminalità: nel novembre 2018 ottiene l’abbattimento di 8 villini del clan Casamonica, l’operazione più imponente contro la criminalità mai portata a termine in città. Nel settembre 2019 è il momento di una condanna storica nei confronti del clan Spada a Ostia: lo stesso clan che nel 2017, nel corso della campagna elettorale a Ostia, Virginia per prima aveva denunciato pubblicamente. Con questo stesso spirito lavora per la riduzione del debito pregresso dell’amministrazione capitolina, risanandone i bilanci. Per l’azienda di trasporti pubblici Atac ha avviato una procedura di concordato grazie alla quale ha salvato 11 mila posti di lavoro”.

Carla Ruocco, che fu membro del direttorio del M5S quando ancora Gianroberto Casaleggio era vivo – c’erano anche Di Maio e Fico – ricorda che “ha iniziato il suo attivismo nel Movimento 5 Stelle, sin dagli albori, guidata dalle idee innovative di Beppe e Gianroberto”. Dal febbraio 2020 è presidente della Commissione bicamerale d’inchiesta sul sistema bancario e “in questa veste, ha creato un sistema di segnalazione gratuito per i cittadini in difficoltà per l’accesso al credito, con gli istituti bancari, firmando un protocollo con la Guardia di Finanza. Il cittadino ora non è più solo allo sportello ma, in caso di difficoltà, può segnalare subito alla commissione la problematica riscontrata in filiale”. Infine un messaggio alla base: “È da sempre intimamente integrata (Ruocco, ndr) nell’attivismo del Movimento che deve essere l’unica vera stella polare da seguire, e intende continuare a contribuire alla crescita di quest’ultimo mettendosi a disposizione degli attivisti e di chi vorrà credere in questo straordinario progetto”.

L’europarlamentare Tiziana Beghin, origini genovesi, “vive tra Bruxelles e Alessandria insieme a marito, quattro figlie e quattro tra cani e gatti”. Prima di essere eletta per la prima volta nel 2014, “si è occupata di consulenza alle piccole e medie imprese per lo sviluppo del business attraverso il miglioramento delle persone“. Nel Parlamento Ue, sottolinea, ha contribuito “al congelamento del Ttip”, l’accordo commerciale con gli Usa assai contestato in passato anche dal M5S. Inoltre è stata relatrice del “report di iniziativa sulle dogane, primo documento ufficiale in cui l’Unione Europea riconosce le divergenze di prassi operative tra porti e la concorrenza sleale tra gli stessi”.

In ultimo c’è il consigliere regionale dell’Umbria Andrea Liberati, il quale nella propria regione “conduce un’incisiva opposizione: è sua la segnalazione che apre l’inchiesta cosiddetta ‘Sanitopoli’ e fa cadere anzitempo la giunta”. La sua storia si fa ancor più appassionante: “A 24 anni, nel 2008 lascia l’Italia e supporta da volontario la campagna del candidato presidente Usa, Barack Obama, nel swing state della Florida. Oltreoceano quasi un anno, al ritorno combatte la corruzione nella Diocesi di Terni, facendo emergere un ‘buco’ finanziario di circa 30 milioni di euro: l’ente viene commissariato”. Poi diventa presidente di Italia Nostra a Perugia e anche lì diventa la bestia nera del sistema: “Entra di diritto nell’assemblea della locale Fondazione bancaria, ove, a seguito di opacità, richiede e ottiene l’ispezione del Mef”. Infine, “sollecita ripetutamente ThyssenKrupp ad adottare solide misure di tutela ambientale, a beneficio dei lavoratori delle acciaierie Ast e dell’intera comunità di Terni”.

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