Madonie, il fuoco non dà tregua: centinaia di sfollati a Polizzi e Petralia. “Danni incalcolabili”

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Non si fermano i roghi che da oltre 36 ore devastano il territorio delle Madonie. Per cercare di spegnere le altissime fiamme, che hanno raggiunto il cuore del centro abitato, volontari e vigili del fuoco sono dovuti entrati dentro la farmacia del paese. Una vera e propria cintura di fuoco, ieri pomeriggio e per tutta la notte scorsa, ha circondato Polizzi Generosa. Le altissime fiamme, di chiara matrice dolosa, hanno interessato il costone sottostante l’abitato. Una zona impervia difficile da raggiungere a piedi. Un canadair ha effettuato diversi lanci anche sull’abitato, poi al calar della notte il fuoco ha preso il sopravvento ed ha raggiunto anche il cimitero. Le fiamme hanno raggiunto in nottata il rifornimento di benzina, squadre di volontari della protezione civile regionale assieme al corpo forestale e ai vigili del fuoco hanno lavorato alacremente per arginare il fuoco. Evacuate 150 persone. Il sindaco Gandolfo Librizzi ha detto: “Siamo assediati spegniamo un fronte e ne parte un altro, un delirio, un dramma, incredibile descrivere tutto”.

Terrore negli occhi degli abitanti e tanta devastazione. Ieri nel tardo pomeriggio le fiamme sono tornate a divampare anche a Petralia Soprana fino ad entrare dentro il centro abitato nell’antico quartiere di Loreto, fiamme anche in altri quartieri della cittadina, diverse le famiglie che sono state costrette a lasciare la propria abitazione. E un incendio ha interessato l’agglomerato urbano della frazione di Bivio Madonnuzza. Un alta colonna di fumo era visibile a chilometri di distanza. I militari della Guardia di finanza hanno bloccato per ore il traffico lungo la statale 120 tra il bivio di Petralia Soprana e Bivio Madonnuzza. Sul posto hanno operato vigili del fuoco, corpo forestale e protezione civile a terra, mentre due elicotteri e un canadair hanno effettuato diversi lanci d’acqua.

Sull’altro versante nel territorio di Geraci Siculo le fiamme hanno continuato a divampare e oltre a bruciare la montagna geracese sono scese a valle. In fumo parte di una pineta e una zona a verde dove si trovava alcuni orti in contrada Pantano. Diverse le squadre e tanti i volontari impegnati lungo la strada intercomunale tra Gangi e Geraci Siculo nel disperato tentativo di salvaguardare le aziende presenti in contrada Abate e solo grazie al dispiegamento di uomini e mezzi è stato evitato che il rogo attraversando la strada raggiungesse un’azienda agricola.

Incalcolabili i danni a Gangi dove da ieri pomeriggio e fino a tarda notte un intero quartiere, quello tra di via San Leonardo e parte di Via Nazionale, è rimasto al buio a causa di una guasto in una delle cabine elettriche. Mentre da due giorni i telefoni sono muti e non funziona la linea internet della TIM. Dopo il rogo dello scorso 4 agosto divampano le polemiche sui social sui ritardi nei soccorsi molti i cittadini lamentano di essere stati abbandonati dalle istituzioni locali.

Intanto sul fronte delle indagini alla ricerca degli incendiari i carabinieri girano a vuoto nonostante alcune segnalazioni, tutte da verificare, del ragazzo su una moto da cross che sarebbe stato visto più volte prima del divampare dei roghi.

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