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Mafia Catania, caccia al gatto con i super-fucili della cosca

La Republica News
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“Quando di giorno ti svegli di cattivo umore i gatti cominciano a cascare. Questo è un segno, davanti alla mia porta bordello non ne voglio…”. C’è anche la caccia al gatto in un video agli atti del ‘fascicolo Minecraft’ che ha portato al blitz della squadra mobile di Catania contro la famiglia mafiosa dei Cappello-Bonaccorsi. Un clan considerato il punto di riferimento per il traffico di armi nella Sicilia orientale. Fucili di precisione, armi da guerra e pistole erano a disposizione di chi era pronto a pagare cifre considerevoli per armi di considerevole qualità.

Gli affiliati erano talmente appassionati di armi, che uno di loro non ci ha pensato due volte ad uccidere a fucilate il gatto che gli disturbava il sonno. In piena città, dunque, è andata in scena una battuta di caccia al felino, con tanto di arma di precisione, probabilmente con il silenziatore. Proprio l’enorme quantità di armi a disposizione del clan ha costretto la procura di Catania e il gip ad accelerare i tempi per azzerare la famiglia famosa più pericolosa di Catania.

La squadra mobile del capoluogo etneo ha eseguito 15 misure cautelari in carcere nei confronti dei vertici del clan, decapitando di fatto uno dei mandamenti più pericolosi di Catania. In cella sono finiti Massimiliano Cappello, fratello dello storico boss Turi Cappello, e Salvuccio Lombardo Junior, considerati i capi incontrastati del clan specializzato soprattutto nello spaccio di stupefacenti e, appunto, nella detenzione e traffico di armi. Comprese quelle da guerra. Gli indagati sono ritenuti, a vario titolo, responsabili di associazione mafiosa, associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, detenzione illegale, porto di armi clandestine in luogo pubblico e ricettazione.



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