Malagò: “Governo istituisca ministero dello sport”. Ma Vezzali lo boccia: “Inutile rimescolare le carte…”

Pubblicità
Pubblicità

ROMA – Scontro a Palazzo a Palazzo H fra Malagò e Valentina Vezzali, rimproverata anche da Petrucci. “Il Consiglio nazionale propone l’istituzione permanente di un Ministero dello Sport, anche sul modello degli altri Paesi europei, che si occupi direttamente delle politiche pubbliche per la diffusione della pratica sportiva in Italia, attraverso la scuola e l’intervento sul comparto sanitario e per risolvere le storiche problematiche dell’impiantistica”. Così il presidente del Coni, Giovanni Malagò oggi pomeriggio, nel suo intervento in Consiglio nazionale: nella riunione di al Foro Italico presente anche la sottosegretaria allo Sport, Valentina Vezzali. L’ultimo ministro dello sport era stato Vincenzo Spadafora nel Conte-bis. “Non serve rimescolare le carte creando un ministero che accorpi Dipartimento e Sport e Salute”. E’ questa, affidata all’agenzia Ansa, la replica di fonti vicine alla sottosegretaria allo sport, Valentina Vezzali, al presidente del Coni, Giovanni Malagò, che chiede l’istituzione di un ministero ad hoc. “Non dovremmo ricercare titoli di giornali, Draghi quando ha scelto il suo governo aveva le idee chiare e sa dove portare il Paese, lo sta dimostrando. Se tutti fanno il proprio, ci guadagna lo sport”. Meglio concentrarsi, sottolineano le stesse fonti “sui contenuti, non su proposte irrealizzabili”.”Nello stesso tempo- rivendica Malagò con decisione- lo sport di base e di vertice, deve essere interamente affidato al Coni e alle sue articolazioni territoriali, in stretta sinergia con gli organismi sportivi: federazioni, discipline associate, enti di promozione”. “Abbiamo il dovere di convogliare, non sprecare” e “nel mondo dello sport il “Coni ha un ruolo centrale”.

Tuttavia, la società Sport e Salute “deve avere un ruolo di supporto all’interno del movimento sportivo italiano al fine di promuovere la pratica sportiva e l’attività motoria nel Paese”. Parole chiare della sottosegretaria allo sport Valentina Vezzali. “Giovedì scorso è stata nominata la figura nuova del dg, con Diego Nepi, una scelta che deve andare verso una svolta in una società attiva, percepita come un plus per lo sport italiano”, ha proseguito Vezzali, anticipando la volontà di “convocare nei prossimi giorni una riunione con tutti voi”. Rivolgendosi ai consiglieri nazionali del Coni, Vezzali ha quindi specificato che quella su Sport e Salute da parte dei presidenti “è una percezione figlia di un pregiudizio: se tutto è ben definito nei ruoli, non può che esserci il bene per lo sport italiano. Chiedo a tutti voi un confronto attivo e costruttivo”. Un chiarimento doveroso. “Conosco le perplessità che molti di voi mi hanno illustrato, ma si tratta di una percezione figlia di un pregiudizio. Se i ruoli sono ben distribuiti, come ritengo che siano, e ognuno rispetta l’altro, si può lavorare bene. Ruoli e compiti tra Coni, Sport e Salute e autorità governativa sono ben definiti: non può esserci sovrapposizione” ha spiegato ancora la Vezzali. In un secondo passaggio del suo intervento Vezzali ha poi aggiunto: “E’ importante confrontarsi e parlare apertamente ed essere costruttivi. Siamo tutti nella stessa direzione e vogliamo il bene dello sport italiano”. Ma restano i contrasti. “La realtà è che dietro questi splendidi risultati c’è una povertà assoluta, una situazione drammatica delle società. Come si può pensare che andando avanti di questo passo si possano risolvere i problemi? Parlo della mia esperienza, non si può andare avanti con tutti questi organismi”. È il pensiero del presidente della Federazione italiana pallacanestro ed ex n.1 del Coni, Gianni Petrucci, rivolgendosi alla Vezzali. “Abbiamo perso 70 mila bambini, la pallavolo 80 mila. Ci deve essere un intervento – ha proseguito Petrucci rivolgendosi ancora alla ex schermitrice olimpionica – Hai vinto tutto, sei stata portabandiera. Capisco che tu debba difendere il Governo, io faccio una domanda cattiva: si difende lo sport assecondando quello che chiede lo sport. Perché dovremmo essere contenti?”. “Troppi interlocutori, le Federazioni devono fare capo solo a un organismo, come facciamo con il Cip”, ha aggiunto il presidente della Federazione italiana bocce Marco Giunio De Sanctis.

“Sono qui per ascoltare, sono convinta che sia importante confrontarci ed essere costruttivi, vogliamo tutti il bene per lo sport italiano”. Sono le parole della Vezzali, in merito alla proposta avanzata durante il Consiglio nazionale del Coni di istituzione di un ministero dello sport. “Stiamo lavorando per la sospensione temporanea del Decreto dignità. La lotta alla ludopatia resta importante ma questo provvedimento ci consente la riapertura di un comparto massiccio di investimenti che in questo momento sarebbe molto importante per il mondo dello sport” ha spiegato Vezzali. Ne aveva parlato Malagò nei giorni scorsi, ma i 5 Stelle non ne vogliono sapere. Gabriele Gravina attacca: “Io non chiedo ristori, non chiediamo assistenzialismo. Chiediamo mezzi per auto determinarci ed essere imprenditori di noi stessi, le stesse condizioni che vengono garantite ad altri settori di cui noi non siamo da meno. Io ringrazio la Vezzali perché ha preso decisioni importanti e che ci danno respiro, dall’apertura del pubblico agli Europei e parte di pubblico anche per il campionato. Siamo convinti che ci saranno comunque attenzioni su alcune nostre aspettative – ha proseguito il capo del calcio italiano – Stamattina in Giunta non è emerso un rapporto di contrasto al governo. Il governo per noi non è una controparte, pensiamo che ci sia l’esigenza dello sport nel trovare di nuovo sponda all’interno del governo e che l’Esecutivo comprenda le reali esigenze del nostro mondo”.
“Abbiamo bisogno di risposte vere, concrete – ha concluso il numero uno della Figc – Alcuni temi non sono più procrastinabili. Più volte ci siamo sentiti dire che il governo ha sostenuto o sport, ma lo sport restituisce 1,400 miliardi l’anno di gettito fiscale al governo. In sostanza, lo sport italiano ce lo finanziamo da soli. Per uscire dall’equivoco una volta per tutte, io ho proposto un progetto unico per lo sport che lo metta a disposizione del governo: più volte abbiamo contestato ma non siamo stati propositivi. Io chiedo al Consiglio nazionale di redigere il primo progetto di riforma credibile, definitivo, dello sport italiano”. Discorso molto concreto.

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source