Malagò: “Siamo giganti nello sport anche grazie all’antidoping”

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Presente e futuro dell’antidoping: questa la materia centrale del convegno organizzato oggi al Salone d’Onore del Coni dalla Federazione Internazionale di Medicina dello Sport in collaborazione con Università degli Studi di Roma “Foro Italico” e Fondazione Universitaria “Foro Italico”. Scopo dell’iniziativa, alla vigilia dei Giochi Olimpici estivi di Parigi 2024 e di quelli invernali di Milano-Cortina 2026 (oggi è saltata la cabina di regia a Palazzo Chigi), è riportare al centro dell’attenzione il contrasto al doping, una delle questioni fondamentali del Movimento Olimpico. Ad aprire i lavori è stato il presidente della Federazione Internazionale di Medicina dello Sport e attuale presidente di Nado Italia, nonché Prorettore dell’Università degli Studi di Roma “Foro Italico, professor Fabio Pigozzi, che ha sottolineato la forte impronta operativa e organizzativa sotto il profilo scientifico dell’iniziativa, senza tralasciare gli aspetti giuridici e senza perdere d’occhio le nuove sfide dell’antidoping, il cui principale scopo è e rimane la protezione dell’atleta. Il professor Pigozzi ha poi aggiunto che le politiche antidoping sono riconosciute come un vanto italiano esportato nel mondo, volte prima di tutto alla tutela della salute medico sportiva e ha concluso che sarebbe opportuna una forte condivisione delle massime autorità in materia, chiamate a definire uno schema per le politiche antidoping e a indicare gli strumenti per portarle a livello operativo.

Ha portato i suoi saluti anche il presidente del Coni e membro Cio Giovanni Malagò, che ha tenuto a richiamare l’attenzione sulla grandezza dell’Italia in ambito sportivo, con prestazioni di supremazia in campo europeo e a livello mondiale “siamo giganti”, rimarcando che gli altissimi risultati raggiunti sono dovuti anche all’antidoping che nel nostro Paese riveste un’autorevolezza riconosciuta a 360 gradi proponendo un modello, sì perfettibile e migliorabile, ma di assoluta eccellenza. “Siamo stati secondi dietro gli Stati Uniti, ora siamo appena dietro la Cina ma sul podio e primi in Europa. Questo è un miracolo italiano, anche perché negli Stati Uniti e in Cina si fa sport già a scuola e noi dire che siamo indietro è dire poco perché il nostro, fondamentalmente, è un sistema che si fonda sul volontariato”, ha concluso Malagò.

La giornata è proseguita con interventi di autorevoli personalità e ricercatori che hanno illustrato da un punto di vista più tecnico le azioni a vario livello di contrasto al doping. L’intervento del Direttore Generale Nado, dottoressa Alessia di Gianfrancesco, ha approfondito il ruolo di Cio, Wada, Ita e Loc descrivendo procedure e aspetti tecnici e tempi che accompagnano l’organizzazione antidoping. Di seguito il professor Michael Geistlinger, docente di Diritto Internazionale dell’Università di Salisburgo, tra i massimi esperti in ambito di diritto internazionale dello sport ha affrontato il tema della giustizia sportiva quale fondamento del Movimento Olimpico nella lotta al doping. Con l’intervento del professor Yannis Pitsiladis, professore di scienze motorie e sportive dell’Università di Brighton e membro della Commissione medica e scientifica del Cio, il confronto si è infine spostato nel campo delle scienze a disposizione della prevenzione e della repressione dell’antidoping. Gli ultimi progressi scientifici si basano sull’uso efficace di nuove potenti tecnologie, big data, Intelligenza Artificiale, biobanche e tecnologie omiche. Maggiori fondi per la ricerca, insieme a un’auspicabile sinergia tra ricercatori e aziende, un cambio culturale nonché una più vasta collaborazione tra organismi, Federazioni e laboratori a livello mondiale sembrano, tutti insieme, giocare un ruolo strategico.

”L’Italia primeggia per la scuola di specializzazione in fatto di materia dello sport e dimostra come la lotta al doping sia un tema importante di prevenzione oltre che di intervento” ha spiegato Maurizio Casasco, presidente Federazione Medico Sportiva Italiana. ”Il tema dell’antidoping non sempre è stato debitamente attenzionato, a mio parere. Io credo che la collaborazione tra il mondo dello sport e quello dei medici sia molto importante, auguro buon lavoro per questo convegno molto importante per l’antidoping in Italia”.

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