Malpezzi: “Il Green pass a scuola è una priorità. Giusto rinunciare alle scorciatoie dei tamponi gratis”

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“Ha fatto bene il ministro Bianchi a precisare che non si daranno tamponi gratis al personale della scuola che non ha voluto vaccinarsi. Fare il contrario sarebbe stato un errore molto grave”. La capogruppo pd al Senato, Simona Malpezzi, nell’altra vita profesoressa di italiano e storia alle superiori, è stata fra le prime a chiedere spiegazioni non appena l’indiscrezione sul protocollo Istruzione-sindacati ha cominciato a fare il giro dei social e delle chat.

Perché vi siete allarmati, senatrice Malpezzi?

“Per noi far ripartire la scuola in sicurezza è una priorità. E in questo senso l’utilizzo del Green Pass è indispensabile. Pensare di aggirarlo offrendo test gratuiti a chi, in modo irresponsabile, si sottrae alla campagna di immunizzazione, avrebbe non solo mandato un messaggio sbagliato, ma anche rischiato di indebolire uno strumento studiato per consentire al Paese di tornare gradualmente alla normalità dopo la pandemia”.

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Però il Green Pass (temporaneo) si può ottenere anche dopo aver fatto un tampone con esito negativo. Perché altrove sì e nella scuola no?

“In realtà questa precauzione resta – come il ministero ha specificato – solo per i soggetti fragili, quelli che non possono vaccinarsi. Penso alle insegnanti in gravidanza, o con gravi patologie incompatibile con l’assunzione delle due dosi. Tutti gli altri devono farlo perché è l’unico modo per scongiurare il ritorno alla Dad”.

È vero che avete ricevuto pressione da parte delle famiglie?

“Non c’è dubbio che si fosse diffusa una certa preoccupazione. Sono tantissimi i genitori che in questi mesi stanno facendo vaccinare i figli e vogliono risposte chiare, sapere se anche gli insegnanti saranno immunizzati oppure no. E l’idea che si potessero pagare i tamponi a chi mette in pericolo la salute dei loro ragazzi risultava incomprensibile”.

Sembra che i sindacati fossero favorevoli all’adozione di tamponi gratis. Le risulta?

“Io penso che quando si raggiungono accordi sulla sicurezza dei lavoratori sia un successo per tutti e noi dobbiamo continuare a costruire percorsi condivisi, a patto però di adottare una filosofia comune: la scuola, come i luoghi di lavoro, devono ripartire in sicurezza. E lo si può fare solo con i vaccini”.

C’è pure chi dice che le sanzioni per chi non ha il Green Pass siano troppo severe. Lei è d’accordo?

“Le sanzioni servono a rafforzare il principio per cui bisogna vaccinarsi per la salute di tutti. Tanto più nella scuola, perché solo così si garantisce un anno più sereno. Li abbiamo letti i dati Invalsi che raccontano di una perdita drammatica di competenze, gli studi che parlano di un aumento esponenziale degli atti di autolesionismo anche fra i più piccoli. Le lezioni in presenza sono fondamentali, significano crescita, socialità e apprendimento più completo”.

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Dopo la precisazione del ministero siete più tranquilli?

“Un chiarimento era necessario. Serviva per ribadire che il Green Pass è l’unico strumento che ci consente di non chiudere più le scuole, va tutelato in ogni modo. E dispiace che alcune forze di governo che strizzano l’occhio ai no vax, vedi la Lega, non abbiano il coraggio di essere altrettanto chiari”.

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