“Mamma, vuoi sposare il mio papà”: la proposta di matrimonio sulla tutina del neonato nell’Ostetricia del San Carlo a Milano

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Una proposta di matrimonio decisamente particolare, consegnata da un messaggero speciale: il piccolo Luca aveva pochi istanti di vita quando una puericultrice dell’ospedale milanese San Carlo gli ha fatto indossare una tutina con la scritta “Mamma, vuoi sposare il mio papà?” e due cuoricini a rappresentare le possibili risposte.

Una trovata – frutto del lavoro di pianificazione del neopapà, il 26enne Alberto Antonicelli – che ha lasciato senza parole la neomamma Valeria Milano (che a breve compirà 27 anni) ed è anche riuscita a sorprendere e commuovere l’intero staff del reparto di Ostetricia e ginecologia: “In 22 anni di carriera non mi era accaduto nulla di simile e credo proprio che non lo scorderò mai – racconta Alessia Bartoli, una delle ostetriche che hanno fatto da complici al neopapà – Non appena Luca è nato, l’abbiamo messo sul petto della mamma. Poi l’abbiamo portato al pediatra per una veloce visita e a quel punto il papà si è presentato con quel mini body così particolare, chiedendoci di metterglielo. Io sono stata incaricata di riprendere l’intera scena della proposta con il telefonino. È stato bellissimo”.

Quando la copertina che avvolgeva il neonato si è aperta, Valeria Milano è rimasta per un attimo senza fiato: “Avevo già iniziato a piangere di gioia al momento della nascita di Luca e così quando l’ho visto arrivare in braccio ad Alberto, seguito da tutte le ostetriche, ero travolta dalle emozioni – spiega – Eppure il mio primissimo pensiero è stato: ‘Perché non gli hanno messo la tutina che avevamo scelto?’. Solo in un secondo momento ho letto la scritta e a quel punto tutto quello che stavo provando si è ulteriormente amplificato. Non saprei come descriverlo a parole, ma posso dire che quando mi hanno messo nostro figlio sul petto mi sono chiesta: ‘Si può essere più felici di così?’. Poco dopo ho avuto la mia risposta: sì, evidentemente si può”.

Inizialmente, sopraffatta dalla gioia, la futura sposa è riuscita a fare solo un cenno di assenso, che poi è diventato “un sì a voce flebile. Ero davvero troppo emozionata e non riuscivo a parlare, ma il mio sì non potrebbe essere più convinto”.

Nelle corsie dell’ospedale milanese si parlerà a lungo di quella romantica scena da film, con Alberto Antonicelli inginocchiato accanto al letto della compagna per porgerle l’anello e le ostetriche che applaudivano tutto intorno: “Il messaggio e la proposta d’amore rivolti a mamma Valeria rimarranno nel cuore e nel ricordo di tutti noi” garantiscono dall’Asst Santi Paolo e Carlo, che ha pubblicato le foto sui propri canali social.

E i due genitori hanno voluto esprimere pubblicamente la loro gratitudine per tutta l’équipe dell’ospedale, a cominciare dal primario di Ostetricia e ginecologia Paolo Pasquale Guarnerio: “Con la loro professionalità ci hanno permesso di concludere un percorso di nove mesi nel migliore dei modi – dichiarano Valeria Milano e Alberto Antonicelli – L’umanità e la gentilezza delle ostetriche e puericultrici presenti in sala parto hanno poi coronato il nostro sogno, dando luogo e rendendosi partecipi di uno dei momenti più straordinari della nostra vita”.

Una giornata indimenticabile che è arrivata a coronamento di una storia d’amore iniziata nove anni fa: “Io sono originaria della Puglia mentre Alberto è di Buccinasco, dove ora viviamo insieme. Mi sono trasferita qui otto anni fa – prosegue Valeria Milano – Adesso inizia un nuovo capitolo della nostra vita e non vedo l’ora di scoprire cosa ci porterà”.

Di sicuro il matrimonio, che verrà molto probabilmente fissato “a fine agosto, perché ci piacerebbe che fosse celebrato nello stesso giorno in cui ci siamo messi insieme – conclude la neomamma – Non sappiamo però ancora se sarà già nel 2024, in concomitanza con il nostro decimo anniversario, o nel 2025. Sarebbe bellissimo se Luca potesse portarci le fedi e quindi se aspettassimo un anno in più lui camminerebbe con maggior sicurezza. Vedremo, c’è tempo per decidere. Per ora ci godiamo l’immensa felicità di essere in tre”.

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