“Manca il personale, non parti”. L’odissea di Giulio, 13enne disabile bloccato all’aeroporto di Francoforte senza medicine

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Gli addetti aeroportuali di Lufthansa a Francoforte hanno negato l’imbarco per Roma e costretto a rimanere a terra senza medicine antiepilettiche un disabile di 13 anni sulla sedia a rotelle, perché mancava il personale per portarlo in aereo: è l’odissea vissuta giovedì 17 agosto da Giulio e la sua famiglia, di Anzio, che facevano scalo in Germania di ritorno dalle vacanze in Scozia, a Glasgow.

A raccontare il calvario è Marco Cesarini, 48 anni, padre di Giulio: insieme a lui ci sono la madre Federica e gli altri due fratelli di 8 e 3 anni. I cinque di Anzio partono il 17 mattina da Glasgow dopo una vacanza fra le Highlands e i castelli della Scozia: viaggiano con la compagnia aerea Lufthansa e devono fare scalo a Francoforte, ma ci sono alcuni ritardi nell’aeroporto tedesco a causa di un nubifragio avvenuto il giorno precedente.

Giulio e la famiglia perdono la coincidenza delle 16.45 per Fiumicino: poco male, pensa il papà Marco, certo dell’efficienza teutonica. E infatti tutto sembra procedere per il meglio: la famiglia di Anzio viene “riprotetta” sul prossimo volo Lufthansa in programma la stessa sera per Roma. “Appena arriviamo ci danno un voucher di 15 euro a testa per cenare e ci danno appuntamento alle 20,30 al ristorante dell’aeroporto con imbarco alle 21,10”.

Da questo momento inizia l’odissea. “Alle 20,30 non si presenta nessuno, ci preoccupiamo perché ci vuole un quarto d’ora per arrivare al gate e ci incamminiamo a piedi, portando noi Giulio. Arriviamo al gate, ci sono due addetti Lufthansa a cui facciamo presente che non era arrivato nessuno all’appuntamento. Intanto l’aereo per Roma accumula altri ritardi e il nuovo orario di imbarco è alle 23: gli addetti ci dicono di non preoccuparsi, ma a noi ci lasciano a terra. Chiediamo spiegazioni agli addetti ma ci dicono che non ci eravamo presentati all’appuntamento delle 20,30. Alla fine arriva un altro addetto della Lufthansa che dice perentorio: “questi non partono”. Ma noi eravamo al ristorante ad aspettarli, sono stati loro a non presentarsi. Ci offriamo di prendere Giulio di peso e portarlo in aereo ma lui ci nega l’imbarco in modo maleducato e sgarbato. Eppure avevamo le carte di imbarco con i posti assegnati”.

C’è un altro problema: Marco fa presente che Giulio ha bisogno di un farmaco antiepilettico ogni 13 ore e visto che non poteva entrare nel bagaglio a mano, lo hanno messo nella valigia in stiva. Marco avvisa gli addetti di Lufthansa che Giulio non ha il farmaco ed è un rischio alto per la sua salute, ma i tre sono irremovibili. Nessuna medicina per Giulio. “Ci danno una stanza di hotel di infimo ordine, molto lontano dall’aeroporto, in una zona malfamata. Giulio si è addormenta all’una e quaranta, alle nove del giorno dopo siamo già in aeroporto per chiedere di nuovo l’assistenza. Alle 12,30 prendiamo il volo per Roma: a Fiumicino i ragazzi di Adr sono stati angeli”.

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