Mancini Vialli la nazionale ha ritrovato i dioscuri

Mancini & Vialli, la nazionale ha ritrovato i dioscuri

La Republica News
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Della vittoria in amichevole con l’Estonia, evento di per sé troppo scontato per lasciare tracce incancellabili nella memoria, resterà invece memorabile la scena vista in panchina: Gianluca Vialli con un auricolare decisamente grosso attaccato all’orecchio, così grosso da non potere passare inosservato. Infatti l’hanno notato tutti, i pochi intimi presenti allo stadio di Firenze e i ben più numerosi telespettatori a casa. E per tutti il commento alla scena è stato ovvio: ecco, oggi si è davvero ricomposta la coppia. Perché in collegamento col capo delegazione della Nazionale Vialli – sia pure per interposto assistente dello staff azzurro Fausto Salsano – c’era il ct della Nazionale Roberto Mancini, costretto a saltare la partita perché positivo al coronavirus.
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E perché nel calcio Mancini & Vialli sono stati i dioscuri per definizione – coetanei, classe 1964, duettarono nella Sampdoria dal 1984 al 1992 – fino a guadagnarsi appunto una fama sportiva che all’epoca pareva quasi sacrilego catalogare come disgiunta. Poiché tuttavia la personalità a nessuno dei due faceva difetto, le rispettive carriere hanno poi seguito un percorso di successo anche dopo la separazione, iniziata col passaggio di Vialli alla Juventus. Ma era come se il filo non si fosse mai spezzato sul serio. E’ dunque diventato facile metafora di un’amicizia quasi quarantennale quell’auricolare che li ha di nuovo idealmente tenuti in collegamento per un’intera partita al riparo dai curiosi, loro due a scambiarsi opinioni e a riprendere senza filtri, da ragazzi maturi di 56 anni, l’intesa che sbocciò naturale sul campo quando erano ragazzi imberbi di 20.
Il protocollo, che alla vigilia aveva tenuto nascosta la presenza in panchina di Vialli limitandosi ad annunciare ufficialmente solo quella del team manager Gabriele Oriali, puntualizza come si sono svolti i fatti e un po’ prova a minimizzarli. Il sostituto di Mancini in panchina era il vice Alberico Evani, nello specifico commissario tecnico a tutti gli effetti, come da distinta della gara consegnata all’arbitro e come da discorso prepartita alla squadra. Vialli era collegato con Salsano in tribuna, Mancini con Salsano e con gli altri membri dello staff. Le comunicazioni tattiche a Evani, che come ogni allenatore in campo stava in piedi nell’area tecnica a impartire ordini ai giocatori, venivano recapitate a voce dalla panchina.
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Ma la ricostruzione non toglie un briciolo di romanticismo alla scena dell’auricolare, anzi lo accentua proprio coi nomi degli altri collaboratori di Mancini sparsi tra campo e tribuna. Completavano infatti la lista Attilio Lombardo e Giulio Nuciari. Tutti e tre – Salsano, Lombardo e Nuciari – sono stati compagni e amici di Mancini e Vialli alla Sampdoria, dove ne riconoscevano senza discussioni il ruolo di leader: due leader alla pari. In Nazionale il leader è ovviamente il ct in carica, come ha precisato Evani stesso, che con Mancini ha giocato a sua volta in maglia blucerchiata (con Vialli no, era già andato alla Juve) e che qui ha svolto nel migliore dei modi il compito di sostituto temporaneo. Le decisioni le prende Mancini, la partita la prepara Mancini, i cambi spettano a Mancini. Resta tra l’altro ancora possibile che domenica a Reggio Emilia, in Nations League con la Polonia, Mancini riprenda il suo posto, cosa che dovrebbe riuscire a fare almeno mercoledì 18 a Sarajevo con la Bosnia, ultimo appuntamento del 2020 azzurro.Ma intanto la coppia storica si è ufficialmente riformata nell’Italia, che da calciatori li vide duettare ma non troppo, di sicuro non come nella Samp. Non è una coppia qualsiasi nemmeno sotto l’aspetto delle competenze tecniche, anche se i rispettivi ruoli sono ben definiti. Mancini, che ha cominciato ad allenare nel 2001-2002 con la Fiorentina quando Vialli smetteva di farlo col Watford, è il commissario tecnico. Vialli, che è entrato in Nazionale nel novembre 2019 da dirigente, è il capo delegazione. Però la coppia è tornata. Roberto & Gianluca. Come il 10 giugno 1988 a Düsseldorf, nella partita inaugurale dell’Europeo: Germania-Italia 1-1, gol di Mancini (l’assist, però, fu di Donadoni). Tra sette mesi c’è un altro Europeo per Mancini & Vialli. I dioscuri ritrovati.


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