Manifattura italiana solo la Farmaceutica chiudera lanno con segno positivo. In coda moda e automotive

Manifattura italiana, solo la Farmaceutica chiuderà l’anno con segno positivo. In coda moda e automotive

La Republica News
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MILANO – Farmaceutico unico comparto con il segno positivo, Alimentari e largo consumo a contenere le perdite insieme all’elettronica. Per gli altri ambiti della manifattura italiana il 2020 andrà in archivio, a causa del Covid, con perdite significative: saranno il sistema della moda e la filiera dell’automotive a subire il danno maggiore.La conta delle perdite potenziali viene aggiornata nel consueto rapporto sui settori industriali di Intesa Sanpaolo e Prometeia proprio nelle ore in cui si dispiegano le ulteriori misure di contenimento del virus da parte del governo, si mettono in pista nuove forme di sostegno all’attività economica ma purtroppo non si esclude affatto che siano necessari altri giri di vite.
Nel documento si prende atto del forte rimbalzo del terzo trimestre, che ha trovato conferma nelle ultime settimane anche da parte di altri osservatori quali la Banca d’Italia. Purtroppo, sono annotazioni che devono soccombere alla cronaca più recente: “I segnali di recupero emersi nei mesi estivi non sono comunque sufficienti per ripianare i crolli primaverili, a fronte anche di un aumento dei rischi legati alle difficoltà di gestione della pandemia, che gettano ombre sulla solidità di ripresa dei principali sbocchi internazionali e del mercato interno. In questo contesto, prevediamo una caduta del 14,3% del fatturato manifatturiero in media d’anno, a prezzi costanti”, dice il nuovo rapporto. “Le misure cautelative che si stanno varando per scongiurare una seconda fase di saturazione delle strutture ospedaliere, sommate al clima di crescente incertezza e preoccupazione, rischiano infatti di frenare i consumi, soprattutto nei settori duramente colpiti nella prima fase pandemica (turismo e servizi ricreativi, ristorazione, trasporti, abbigliamento), con riflessi a cascata nei settori industriali connessi (produzione di mezzi di trasporto e moda su tutti). Anche il ciclo degli investimenti potrebbe subire ulteriori significative battute d’arresto, soprattutto nella componente macchinari e mezzi di trasporto, dopo il crollo senza precedenti del secondo trimestre”.Gli economisti stimano dunque che la Farmaceutica (+3.9% a prezzi costanti nel 2020), sarà “unica eccezione nel quadro settoriale, grazie a una domanda mondiale trainante, a fronte di una domanda domestica di farmaci in leggero ripiegamento (sintesi di un aumento di domanda dei trattamenti Covid e di un calo delle altre terapie)”. In tenuta è visto il fatturato dell’Alimentare e bevande (-2.8%), grazie alla debole crescita delle esportazioni e all’aumento dei consumi alimentari domestici, che compensano in parte la flessione generalizzata del canale Ho.Re.Ca, ovvero della ristorazione professionale. Seguono nel ranking, con un calo del giro d’affari attorno al 7% a prezzi costanti, il Largo consumo (sostenuto dalla vivacità della domanda di prodotti per l’igiene, che non compensa il calo di quelli cosmetici) e gli Elettrodomestici (che stanno beneficiando di un recupero degli ordinativi dai mercati esteri e di una domanda interna sostenuta dal driver della riqualificazione abitativa, in un contesto in cui l’ambiente domestico viene maggiormente vissuto e utilizzato anche per esigenze lavorative). Per l’Elettronica, a contenere la caduta del fatturato 2020 (-8.9% a prezzi costanti) contribuiscono sia i consumi di tecnologia domestica sia gli investimenti nella digitalizzazione.

Si passa quindi ai settori per i quali si prevede un calo in doppia cifra, ma meno della media nazionale: i Prodotti e materiali da costruzione (-10.5% il calo atteso 2020, sempre a prezzi costanti), il cui giro d’affari sta beneficiando del riavvio degli investimenti in costruzioni, in particolare delle riqualificazioni residenziali (per cui sono stati potenziati gli incentivi in chiave ecologica e antisismica), gli Altri Intermedi (-11.8%), sostenuti dall’aumento di domanda di prodotti in plastica e carta legato all’emergenza sanitaria e gli Intermedi chimici (-9.2%), grazie alla domanda di chimica per prodotti igienizzanti che sta trainando le esportazioni. Performance in linea con l’andamento medio del manifatturiero per Metallurgia e Prodotti in metallo (con fatturato atteso in calo del 14.3% e del 14.5% rispettivamente, a prezzi costanti), la cui attività è condizionata positivamente dalle costruzioni ma negativamente dalla Meccanica e dalla filiera automotive.Ecco quindi che si passa a quelli che invece faranno peggio. I problemi dell’automotive stanno penalizzando anche l’Elettrotecnica, che apre la parte bassa della classifica settoriale (-15.2% il calo atteso del fatturato a prezzi costanti 2020), nonostante il traino offerto dai crescenti investimenti in chiave ecologica, sia nel settore auto sia nelle costruzioni. Ancor più penalizzata la Meccanica (-18.4% la contrazione attesa in media d’anno), che si trova a fronteggiare una flessione marcata della domanda mondiale (superiore al 13% nel 2020, secondo le nostre stime, contro un -10% circa per il totale manifatturiero) e una battuta d’arresto degli investimenti sul fronte interno. La riqualificazione dell’ambiente domestico legata allo smart working sta trainando il recupero del settore dei Mobili, che dopo una caduta molto intensa nella fase di lockdown, dovrebbe riuscire a contenere al 18.5% il calo del fatturato a prezzi costanti 2020.In fondo alla classifica, spiegano Intesa e Prometeia nella loro nota, si collocano Sistema moda (-25.4% il calo atteso per il 2020) e Autoveicoli e moto (-26.8%). Sulla performance della moda pesano una stagione andata sostanzialmente persa, per i provvedimenti restrittivi alla mobilità intrapresi in primavera a livello internazionale, e una chiusura d’anno caratterizzata da un clima di incertezza, con limitazioni alla vita sociale che freneranno ancora i consumi di questi beni. L’automotive sconta gli effetti della pesante crisi economica che ha portato a posticipare la domanda di autoveicoli, anche se le attese sono di parziale recupero del fatturato settoriale tra agosto e dicembre, grazie alla spinta degli ecoincentivi per le autovetture approvati nel Decreto Agosto, che hanno già riportato in positivo i numeri delle immatricolazioni in settembre.


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