Manovra finanziaria, Cdm in serata. Taglio del cuneo fiscale tutto per i lavoratori. Reddito di cittadinanza, verso stop dal 2024 per occupabili

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Si allunga la giornata del governo in vista del Consiglio dei ministri che ha sul tavolo il documento programmatico di bilancio e la manovra per il prossimo anno. Un testo da una trentina di miliardi, di cui però 21 saranno impegnati per continuare a fronteggiare il caro-bollette. Ecco perché resta un lavoro di cesellatura da fare: molti i desiderata della politica, pochi gli spazi finanziari per realizzarli.

Taglio del cuneo fiscale tutto a favore dei lavoratori

La riunione del Cdm è stata convocata alle 20:30 ma filtrano già alcune indiscrezioni. Il più importante riguarda il taglio del cuneo fiscale che dovrebbe andare interamente ai lavoratori. Il taglio prospettato dovrebbe essere di 2 punti per i redditi fino a 35mila euro, mentre salirebbe a 3 punti per quelli fino a 20mila euro.

Reddito di cittadinanza, verso stop per occupabili da 2024

Sul fronte del reddito di cittadinanza scatterebbe uno stop a partire dal 2024 per i cosidetti occupabili. Fino a quel momento sarebbe previsto un anno di ‘cuscinetto’ per inserirli nel mondo del lavoro, accompagnati da appositi corsi di formazione, considerati obbligatori. L’idea della cancellazione immediata del beneficio già dall’1 gennaio, che avrebbe permesso di risparmiare 1,8 miliardi, sarebbe stata accantonata, sposando invece la soluzione ponte proposta dalla ministra del Lavoro Calderone.La data di interruzione sarebbe quindi, a quanto si apprende, quella del 31 dicembre 2023

Allo studio revisione bonus edilizi e tax expenditures

Allo studio ci sarebbe innanzitutto una nuova razionalizzazione dei bonus edilizi: la misura dovrebbe essere inserita nel decreto fiscale collegato e seguirebbe l’intervento sul Superbonus già inserito nel dl Aiuti quater. Proprio il dl pubblicato il Gazzetta la scorsa settimana ha ridotto il 110% al 90% (con alcune eccezioni) e ha tentato di trovare una soluzione al problema dei crediti incagliati. Ance e Abi starebbero tuttavia ancora trattando con il governo per una norma più risolutiva -sfruttando gli F24- che potrebbe quindi essere inserita in questa sede.

Tra le misure allo studio ci sarebbe anche la razionalizzazione delle tax expenditures. Stando ad una bozza dell’articolato ancora in discussione, la riorganizzazione delle agevolazioni fiscali dovrebbe comparire in particolare tra le norme del decreto fiscale collegato. Per incentivare l’adeguamento di pos e casse per la lotteria degli scontrini ‘istantanea’ si prevederebbe invece un nuovo “credito d’imposta per l’adeguamento tecnico dei registratori telematici”

Si lavora a tassa delle plusvalenze da cripto-attività

Ci sarebbe anche la tassazione delle plusvalenze derivanti dalle cripto-attività tra le misure allo studio del governo in vista della legge di bilancio. La norma figura in una bozza dell’articolato ancora in discussione, che prevede anche la regolarizzazione delle cripto-attività. Quando si parla di cripto-attività ci si riferisce alle cosiddette valute virtuali, considerati beni speculativi, tra cui figurano anche i bitcoin

L’incontro Salvini- Giorgetti

Si registra, in mattinata, anche la visita del vicepremier e ministro delle infrastrutture Matteo Salvini, secondo quanto si apprende, al Ministero dell’economia per incontrare il ministro Giancarlo Giorgetti con cui si è intrattenuto per oltre un’ora per fare il punto sulla manovra che sarà stasera al vaglio del consiglio dei ministri. Oltre al disegno di legge di Bilancio, potrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri anche un decreto fiscale collegato: sarebbe prevalso l’orientamento di replicare lo schema classico della manovra, con le misure fiscali – che portano anche copertura alla legge di bilancio – contenute in un provvedimento ad hoc.


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Bonomi (Confindustria): “Manca un intervento deciso su cuneo”

In attesa dei provvedimenti ufficiali, il leader degli industriali, Carlo Bonomi, torna a reclamare un intervento sul costo del lavoro. Proposta che la Confindustria fa ormai da tempo, chiedendo 16 miliardi all’uopo. Risorse che non ci sono: il governo lavora per prorograre il taglio di 2 punti, lato lavoratori, già introdotto da Draghi e magari di salire a 3 punti per i redditi sotto 20mila euro. Da verificare poi l’idea di trasferire un terzo delle risorse lato impresa. Un menu che non soddisfa Bonomi. “Dagli annunci fatti, poi lo vedremo stasera, manca nella legge bilancio una cosa: un interveneto deciso sul cuneo fiscale. Vogliamo un intervento shock e lo chiediamo da anni”, ha detto nel suo intervento all’assemblea degli industriali di Genova. “Gli italiani sotto i 35mila euro stanno perdendo potere d’acquisto e l’unico modo per mettere loro soldi in tasca è tagliare le tasse sul lavoro. Significa mettere in tasca 1200 euro in più agli italiani, una mensilità in più, una misura strutturale. Come trovare risorse? – aggiunge Bonomi – Credo che si possa riconfigurare il 4-5% della spesa pubblica e trovare le risorse. Il lavoro è tema centrale del paese, non ideologico”.

Patuelli (Abi): “No esercizio provvisorio”

In queste ore di fibrillazione, arriva il richiamo da parte delle banche. Il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, a margine di un seminario spiega: “L’auspicio è che ci sia una consapevolezza istituzionale complessiva per evitare” l’esercizio provvisorio” del bilancio dello Stato e che il “Parlamento lavori nei giorni festivi e in notturna” ma il “tempo è limitato” e c’è il rischio “da non sottovalutare” che la speculazione dei mercati possa scattare.  “Confidiamo – ha detto – che nella legge di bilancio ci siano misure le necessarie anticicliche”.

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Energia, Pichetto: “Porteremo in Cdm price cap rinnovabili”

Per altro, il menu della serata al Cdm si potrebbe arricchire di un’altra voce. “Presenterò al Cdm una forma di proposta di price cap nazionale che riguarda il sistema delle rinnovabili. Significa mettere un tetto al prezzo dell’energia da fonti rinnovabili, che naturalmente non hanno un onere eccessivo di costo per la produzione”. Lo ha detto Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica intervenendo in un convegno a Milano. “Un tetto in questo caso molto alto, 180 euro al megawatt è la proposta elaborata dal Mase, che scatta e determina un prelievo rispetto all’impresa qualora si superi l’importo di 180 euro al megawatt/ora”. Si tratta del cosiddetto “meccanismo di compensazione a due vie” che era già stato introdotto con il decreto Aiuti ter. In sostanza, prevede che si istituisca un prelievo a carico dei produttori di energia da fonti rinnovabili, qualora i prezzi che loro praticano per la vendita di energia siano superiori a una soglia definita per legge. Può anche accadere che accada il contrario, ovvero – in caso di differenza positiva tra prezzo di rifermento e prezzo di mercato – sia erogato un incentivo al produttore. Per quanto riguarda la situazione dell’approvvigionamento energetico, Pichetto dice: “Le preoccupazioni sono forti, non tanto per questo inverno che dovremmo riuscire a superare ma sicuramente per il 2023”.

Articolo in aggiornamento

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